Lascia Roseto, va a Monaco e diventa cronista sportivo

2 Settembre 2019

Sperduto è andato in Germania a 19 anni per inseguire il suo sogno da bambino E dopo 15 anni ha intervistato le star internazionali di calcio e basket

ROSETO. «Sono andato via da Roseto dopo gli esami di Stato, quando informandomi sulle nostre università dissi ai miei genitori: in Abruzzo non resto». Simone Sperduto, trentaquattrenne di Roseto, da quindici anni vive stabilmente in Germania, dove inizialmente si è trasferito per concludere il ciclo di studi ma poi ci ha trovato lavoro all’interno di un’agenzia giornalistica internazionale che l’ha portato a vivere a contatto con le grandi star dello sport mondiale.
«Vivo in un ambiente lavorativo lontano anni luce rispetto a quello di tanti miei amici rosetani», racconta Sperduto, «in Germania se sei bravo ti gratificano, ti fanno avanzare di posizione ed ogni anno ottieni un aumento, magari anche minimo».
«Sono arrivato in Germania il 16 ottobre del 2004 per studiare la lingua che mi ha sempre affascinato nel corso di laurea di Interpretariato e Traduzione a Monaco di Baviera"", ricorda Simone, ""anche perché avevo una fidanzata vietnamita che sarebbe poi diventata la madre di mio figlio Sandro Tung-Chau, che ha 8 anni ed è innamorato del mare e di Roseto, dove torniamo in vacanza ogni anno».
Sperduto si è perfettamente integrato in terra tedesca, mantiene però la sua cittadina d’origine costantemente nel cuore. «Roseto la sento un posto mio, con il mio mare, la mia gente, la famiglia e gli amici», confessa Simone, «andare via ogni volta che vi torno è come lasciarvi un pezzo di cuore. Ho quasi l’impressione che Roseto non cambi mai e forse è proprio questa la magia, il fatto di vederla ancora con gli occhi del ragazzino che usciva il pomeriggio per giocare a basket o andare al mare».
In territorio tedesco fin da subito però è riuscito ad avere gratificazioni economiche che difficilmente avrebbe potuto ottenere operando in Italia. In realtà qualche tempo fa fece dei tentativi per provare a tornare ad esercitare la propria professione nel suo Paese. «In Italia però mi proposero di abbassarmi lo stipendio mensile di almeno 600 euro», rivela Simone, «francamente non credo che fra Monaco e Roma o Milano ci debba essere una differenza economica così rilevante».
Durante il terzo anno accademico avvenne l’episodio che gli cambiò la vita, almeno in ambito lavorativo. «Nel 2007 notai un annuncio in cui Mmc Sport cercava radiocronisti sportivi di madrelingua italiana, così mi sono proposto», ricorda Simone, "«dopo un paio di test e diversi mesi di attesa, durante i quali lavoravo come cameriere in un ristorante italiano, ricevetti una chiamata. Mi chiesero di entrare a far parte del team di radiocronisti che si occupava di commentare i quattro campionati maggiori in Europa e le varie coppe continentali».
Pur avendo ambizioni lavorative differenti, in quella fase della propria vita, Sperduto aveva già alle spalle una sorta di piccola esperienza da cronista “casalingo”. «Il “mestiere” l’ho sempre fatto sin da piccolo, anche se per divertimento», racconta il giovane rosetano, «quando andavo a giocare a Fifa (un gioco al computer imperniato sul calcio, ndc) a casa dei miei amici facevo la cronaca delle partite, altre volte imitavo i radiocronisti di “Tutto il calcio minuto per minuto” e nel frattempo mio zio Ivan mi ripeteva che avrei dovuto fare il giornalista sportivo nella vita». E così è stato, in effetti.
Sperduto così è entrato a far parte di una squadra di giornalisti che settimanalmente commentano in diretta oltre 100 partite di calcio, con redattori madrelingua in oltre 20 lingue. L’abruzzese trapiantato in Germania ha iniziato con il calcio, ma dal 2010 commenta, descrive e fotografa anche il mondo del basket.
Sono tante le esperienze lavorative piacevoli, che hanno lasciato un segno, vissute da Simone in questi anni, soprattutto quelle assaporate in occasioni di rassegne internazionali, come ad esempio i Mondiali di calcio. «Per la Coppa del mondo in Sudafrica nel 2010 sono stato 33 giorni a Johannesburg», racconta ancora Sperduto, «Un’esperienza favolosa sul piano delle emozioni perché vivere da vicino un Mondiale non capita tutti i giorni. Altri momenti indimenticabili li ho vissuti agli Europei Under 21 nel 2011 o quando sono riuscito a stringere la mano al mio grande idolo interista Javier Zanetti».
Sperduto è riuscito anche a creare rapporti di amicizia con personaggi del panorama sportivo internazionale.
«Ho due grandissimi amici nel mondo dello sport: Josè Angel Risco, capo della rete sociale del Siviglia calcio e Dimitrios Chronopoulos inserito nel mondo dello sport in Grecia», conclude il cronista sportivo rosetano, «il primo è un ragazzo spagnolo con il quale ho lavorato a Mmc per diversi anni e ora è tornato nella sua Siviglia. Il secondo è un ragazzo greco che definirei il passepartout dello sport. Grazie a lui ho conosciuto l'ex giocatore dell’Inter Giorgios Karagounis, una persona fantastica con la quale sono in contatto».
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