Lasciavano la comunità, tornano in cella

14 Dicembre 2018

ATRI. Continuavano ad entrare e uscire da una comunità di recupero per tossicodipendenti ad Atri, quasi come se fosse un albergo. E alla fine ieri gli agenti del commissariato di Atri hanno dato...

ATRI. Continuavano ad entrare e uscire da una comunità di recupero per tossicodipendenti ad Atri, quasi come se fosse un albergo.
E alla fine ieri gli agenti del commissariato di Atri hanno dato esecuzione a tre decreti di sospensione di misure alternative alla detenzione, adottati dal magistrato di sorveglianza di Pescara. Si tratta di tre tossicodipendenti tra i 30 e i 49 anni di Roseto, Giulianova e Teramo, responsabili di vari reati contro il patrimonio (furti e danneggiamenti) a cui il magistrato di sorveglianza aveva concesso il beneficio delle misure alternative alla detenzione per consentire loro di poter uscire dalla tossicodipendenza: collocati in una comunità terapeutica quotidianamente venivano sottoposti a controlli da parte del commissariato di Atri che ha accertato numerose infrazioni.
A fronte delle ripetute violazioni delle regole di comportamento, quindi, sono stati revocati i benefici e i tre sono stati condotti nella casa circondariale di Teramo. Sconteranno pene tra i tre e i cinque anni.
La questura di Teramo ricorda che il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa «per mezzo della raccomandazione 92/16, rifacendosi al termine anglosassone “community sanction”, fornisce tale definizione di misura/sanzione alternativa o di comunità: sanzioni e misure che mantengono il condannato nella comunità ed implicano una certa restrizione della sua libertà attraverso l’imposizione di condizioni e/o obblighi e che sono eseguite dagli organi previsti dalle norme in vigore».