Latitante incappa nei controlli, arrestato

24 Marzo 2020

È un romeno scoperto a Campli, ha una condanna per violenza sessuale sulla figliastra. Domenica 40 denunciati

TERAMO. Sono state 4.202, domenica scorsa, le persone controllate dalle forze dell’ordine in provincia, e 40 quelle denunciate per essere state trovate fuori dalle proprie abitazioni senza un giustificato motivo. Un dato, quello delle 40 denunce, nettamente più alto rispetto a quelli dei due giorni precedenti (erano state 31 e 33 venerdì e sabato).
IL LATITANTE. Nella rete dei controlli, diffusi a tappeto su tutto il territorio, stanno incappando anche persone colpevoli di altri reati. È il caso di un 44enne romeno controllato dai carabinieri sul posto di lavoro a Campli, dove aveva preso domicilio. L’uomo è stato arrestato perché, questo è emerso nella banca dati, deve scontare dieci anni di carcere per violenza sessuale continuata verso la figliastra minorenne. C.P. aveva lasciato il Paese d’origine poche settimane fa per rifugiarsi in Italia sperando di sfuggire alla condanna inflittagli dalla magistratura romena. Nei suoi confronti era stato emesso un mandato di arresto europeo. I fatti contestati che sono valsi al latitante il carcere si riferiscono al periodo che va dal 2013 al 2018, anni durante i quali – secondo quanto era emerso nel processo – avrebbe abusato della figliastra minorenne. Il romeno è stato trasferito nel carcere di Teramo a disposizione della Corte d’appello dell’Aquila che dovrà procedere all’estradizione in Romania del 44enne perché sconti la pena detentiva. L’uomo non ha opposto resistenza ai militari.
ACQUA INQUINATA. Fermato e denunciato un settantenne di Martinsicuro che all’una di notte stava riempiendo bottiglie d’acqua nella fontana davanti alla chiesa di San Pio V di Grottammare (Ascoli). L’uomo, alla richiesta di giustificazioni da parte delle forze dell’ordine impegnate nei controlli, affermava che a Martinsicuro l’acqua è inquinata, quindi portarla a casa da Grottammare era un’esigenza di prima necessità.
I VIGILI DI SILVI. Oltre 3700 autocertificazioni raccolte in due settimane di controlli in strada. È quanto emerso a seguito di un parziale resoconto dell’attività della polizia locale di Silvi a seguito dell’emergenza Covid19 . Le persone penalmente denunciate sono 12. «Alle persone che ancora si ostinano a circolare senza una valida motivazione non escludo la possibilità di applicare le più rigide norme di cui all’articolo 260 del testo unico delle leggi sanitarie», sostiene il comandante della polizia locale di Silvi Giustino Michetti che spiega: «Questo articolo punisce chi non osserva un ordine legalmente dato per impedire la diffusione di una malattia infettiva. Un reato che prevede la pena cumulativa dell’arresto fino a sei mesi e dell’ammenda fino a 400 euro. Pena che, diversamente dalla violazione dell’articolo 650, non è possibile oblare».(d.v.-a.d.p.-s.d.s.)
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