Lavagna crollata, via alle verifiche

Il Comune chiede conto all’ufficio tecnico. Brucchi: «Non svendiamo gli asili»
TERAMO. Il Comune ha avviato una verifica sull’incidente nella scuola elementare San Berardo. Nel corso una lezione, mercoledì mattina, dal muro di un’aula si è staccata una lavagna colpendo alla schiena un’insegnante. Sia il sindaco Maurizio Brucchi che l'assessore alla pubblica istruzione Piero Romanelli hanno chiesto spiegazioni all’ufficio tecnico sull’episodio. «Mi dispiace per l'insegnante», spiega il primo cittadino, «ma per fortuna non è successo nulla di gravissimo». Brucchi e Romanelli, che si dice amareggiato, intendono fare chiarezza sulle cause del cedimento. Per questo hanno richiesto ai tecnici dell’ente informazioni su quando è stata montata la lavagna e se è stata seguita una procedura corretta che almeno potenzialmente potesse evitare rischi. La verifica è finalizzata, dunque, a individuare eventuali responsabilità connesse all’incidente. La lavagna, del peso di circa quaranta chili, è stata installata all'inizio di quest’anno scolastico ed era agganciata alla parete con tre fermi: due alla base e uno posto al centro del bordo superiore. L'insegnante se l’è cavata con qualche contusione ed escoriazioni, ma l’episodio avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori. Qualche istante prima del cedimento, infatti, vicino alla lavagna c’era un alunno di sei anni che, se travolto dalla pesante lastra, avrebbe subito lesioni più gravi. Conseguenze analoghe avrebbe riportato la stessa insegnante se fosse stata colpita sulla testa o sul collo e non tra le scapole.
L’incidente ha rinfocolato le polemiche sui servizi scolatici che negli ultimi giorni sono state concentrate anche sull’ipotesi, messa a punto dall'amministrazione, di affidare gli asili nido ai privati. Alle contestazioni mosse dall’opposizione replica Brucchi, che respinge l’accusa secondo cui la giunta intende incassare nel prossimo consiglio una delega in bianco per gestire senza alcun freno la cosiddetta esternalizzazione delle strutture. «Non accetto strumentalizzazioni su questo argomento», fa sapere il sindaco, «i servizi degli asili nido non saranno toccati». L'amministrazione, secondo Brucchi, non ha alcuna intenzione di smantellare o svendere le attività didattiche che finora ha gestito in proprio. La privatizzazione riguarderebbe solo il micronido che non beneficia più dei finanziamenti regionali. Brucchi, però, è pronto ad appoggiare l'ordine del giorno annunciato da Cristina Marroni per indurre la Regione a ripristinare il contributo. (g.d.m.)
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