Lavoratori senza stipendio: ora partono i decreti ingiuntivi

9 Agosto 2022

TERAMO. Da cinque mesi sono senza stipendio e in svariate occasioni hanno protestato in piazza: si tratta delle lavoratrice e dei lavoratori addetti alla mensa della casa di riposo De Benedictis di...

TERAMO. Da cinque mesi sono senza stipendio e in svariate occasioni hanno protestato in piazza: si tratta delle lavoratrice e dei lavoratori addetti alla mensa della casa di riposo De Benedictis di Teramo.
Nel corso di una conferenza stampa la Filcams Cgil ha annunciato che dopo aver chiesto inutilmente incontri e risposte per una situazione che si trascina ormai da cinque mesi saranno presentati dei decreti ingiuntivi. «Chiediamo alla città, alle istituzioni, agli ospiti della Asp1 e alle loro famiglie e a tutta la politica di poter intervenire. Di far sentire la propria voce in sostegno di queste donne che continuano a garantire un servizio fondamentale e che da cinque mesi non ricevono lo stipendio», sostiene il sindacato, «ne frattempo noi chiederemo giustizia anche attraverso un tribunale, nella speranza che nel 2022, all’interno di una struttura pubblica e che svolge un servizio fondamentale per la nostra comunità, non si debba continuare a lavorare gratis».
E aggiunge: «Quindici giorni fa come Filcams Cgil abbiamo chiesto un incontro urgente al commissario della Asp1 e all’azienda Pap. A dovere di cronaca la Pap si è resa disponibile all’incontro mentre non abbiamo ricevuto alcuna risposta dal commissario». Secondo il sindacato, dopo tanti mesi senza percepire gli stipendi, sono tante le difficoltà incontrate dai lavoratori: ritardi nei pagamenti delle bollette, dei mutui, mancanza di liquidità per fare la spesa a tal punto che alcuni si sono rivolti alla Caritas, sospensione delle rate per il pagamento della macchina. «Questi», sostiene il sindacato, «sono solo alcuni dei tanti episodi che accadono quotidianamente a chi continua, con sacrificio e dedizione, a garantire un servizio essenziale e fondamentale per la nostra comunità. A questo sono costrette le lavoratrici che nel frattempo hanno accumulato mese e mesi di ferie non godute. È una vergogna dover denunciare pubblicamente queste cose, dover sottolineare cosa accade nelle famiglie di chi lavora e non prende stipendio da cinque mesi».
Il sindacato conclude aggiungendo: «Da subito faremo recapitare formale diffida legale e avvieremo, se la situazione non si sbloccherà, i decreti ingiuntivi. Abbiamo dialogato, abbiamo manifestato, abbiamo chiesto e abbiamo preteso. Non solo non ci sono state le risposte adeguate, ma c’è stata l’arroganza di chi ha continuato a screditare il nostro lavoro».
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