Lavori alla Lucidi, indagati 4 tecnici

Il gip accoglie l’opposizione dei genitori, firma l’imputazione coatta e chiede nuove indagini sugli interventi svolti
TERAMO. I giorni delle scosse senza fine restano nella memoria dei genitori. In particolare di quelli della scuola elementare Noè Lucidi che hanno continuato a chiedere risposte sulla sicurezza dell’edificio scolastico. Senza mai arrendersi. Nemmeno ai tempi, sicuramente non brevi, dei procedimenti giudiziari.
Il gip Domenico Canosa ha accolto la loro opposizione dicendo no alla seconda richiesta d’archiviazione fatta dalla Procura e, soprattutto, disponendo l’imputazione coatta per quattro tecnici che si sono occupati dei lavori, di cui due del Genio Civile, per falsità ideologica proprio sulla base di quanto evidenziato nell’opposizione e, scrive il gip, «della obiettiva apparente diversità, anche sotto il profilo dei presupposti e degli indici caratterizzanti i medesimi, tra quando indicato in progetto (lavori di adeguamento sismico) e quando effettivamente realizzato (lavori di miglioramento sismico)».
L’esposto presentato nel 2016 da un gruppo di genitori, rappresentato dall’avvocato Monia Terzilli, chiedeva di fare chiarezza proprio sui lavori fatti per l’adeguamento sismico dell’edificio scolastico. Ed è su questo che il gip, nel chiedere l’iscrizione nel registro degli indagati dei quattro tecnici e nuove indagini, accende i riflettori. Nell’ordinanza, risultato di una certosina analisi di tutti gli atti fin qui esistenti, il magistrato chiede, in particolare, di fare chiarezza sulla differenza esistente tra lavori di adeguamento sismico e lavori di miglioramento sismico. «Può sin da adesso indicarsi al pm», si legge nell’ordinanza, «lo svolgimento di ulteriore attività di indagine consistente nell’integrazione dell’elaborato consulenziale, atto ad acclarare, in ragione della documentazione in atti e di altra acquisenda ed ove possibile alla luce della normativa regolante la materia, le differenze esistenti tra procedimento e lavori per “adeguamento sismico” rispetto a procedimento e lavori per “miglioramento sismico” in genere e nel caso di specie avendo cura di stabilire con esattezza quali tipologie di lavoro fossero previsti in sede di progetto e quali siano stati effettivamente realizzati, nonchè ogni altra circostanza atta a meglio delineare le ragioni per le quali, con riferimento ai lavori effettuati presso la scuola denominata “Noè Lucidi” siano stati espletati lavori apparentemente differenti rispetto a quelli progettati». Gli interventi sono quelli relativi al sisma dell’anno 2009 e prima delle scosse dell’agosto e dell’ottobre 2016. Ma tante sono le richieste fatte nell’ordinanza. Canosa, infatti, chiede anche di fare indagini «sulla natura e valenza, nell’ambito del procedimento amministrativo nel quale sono richiesti, della dichiarazione di conformità delle opere al progetto depositato, del certificato di collaudo statico, del certificato di rispondenza delle opere e del sopralluogo di controllo e, avuto riguardo a quelli rilasciati nel caso di specie, se nei medesimi siano presenti profili di falsità o di mendacio con riferimento a quando in essi attestato». Il gip chiede anche di indagini «sulla natura, modalità, tipologia dei finanziamenti relativi ai lavori effettuati, ricostruendo le varie fasi del procedimento, i soggetti richiedenti e coinvolti, l’ente rogatore, gli atti amministrativi». Tutto in quattro mesi: tanto, infatti, è il nuovo tempo concesso alla Procura (il pm titolare del fascicolo è Bruno Auriemma) nell’ordinanza che porta la data del 12 marzo.
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