Lavori bloccati al porto Protesta il circolo nautico

18 Ottobre 2018

ROSETO. «E’ passato ormai un mese dall’incontro al porto, in cui era presente anche il presidente della Regione Giovanni Lolli, e la verifica bellica ancora non viene effettuata. Sono seriamente...

ROSETO. «E’ passato ormai un mese dall’incontro al porto, in cui era presente anche il presidente della Regione Giovanni Lolli, e la verifica bellica ancora non viene effettuata. Sono seriamente preoccupato». A dirlo è il presidente del circolo nautico “Vallonchini”, Fabrizio De Gregoriis, che da tanti anni si batte, insieme alla marineria locale, per la sicurezza del porto. I lavori per il braccio a mare, infatti, non possono partire se prima non viene fatta la verifica bellica (la ricerca di eventuali ordigni bellici), necessaria per legge a scopo precauzionale e di autotutela. Il problema è che sta arrivando la stagione più fredda, in cui poi fare i lavori del braccio a mare diventa difficile, se non impossibile, per le condizioni del mare. «E’ importante per noi che venga fatto questo lavoro al più presto», aggiunge De Gregoriis, «anche perché negli anni scorsi spesso è capitato che il mare entri nel porto. Addirittura io stesso beccai una denuncia penale nel 2012 per il fatto di aver chiuso una falla con dei massi, per impedire l’entrata del mare nel porto, problema che poi si è ovviamente ripetuto negli anni successivi e che è stato risolto dalla protezione civile, dal servizio opere marittime e acque marine, e anche dal Comune. Per questo è fondamentale aver una difesa, e il braccio a mare risolverebbe tanti problemi». Il Comune di Roseto dovrebbe realizzare un primo intervento, 50 metri di braccio a mare, per un importo complessivo di 150mila euro (finanziato da fondi regionali), e poi la Provincia di Teramo provvederà alla realizzazione dell’altro tratto di braccio a mare, ben più ampio, per un importo di 1 milione e 700 mila euro (fondi Masterplan, salvi perché è un progetto già appaltato). «La verifica bellica sarà fatta nei prossimi giorni», dice il consigliere provinciale Mario Nugnes, «la ditta è stata già incaricata e si aspettava l’autorizzazione della capitaneria di porto, che è arrivata». (l.v.)
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