Lavori di manutenzione per la “piazzetta di nessuno”

7 Marzo 2015

TERAMO. Qualcosa si muove per la piazzetta “di nessuno” devastata dalle buche in pieno centro a San Nicolò, piazetta per cui è ancora in dubbio la proprietà. Dal 12 gennaio scorso, come si legge sul...

TERAMO. Qualcosa si muove per la piazzetta “di nessuno” devastata dalle buche in pieno centro a San Nicolò, piazetta per cui è ancora in dubbio la proprietà. Dal 12 gennaio scorso, come si legge sul divieto di sosta apposto sull’accesso da viale Cristoforo Colombo, la zona è stata completamente recintata per lavori di manutenzione. «Formalmente il privato ha deciso di apporre questa recinzione sull’area che va sottoposta a manutenzione», ha spiegato il consigliere comunale del Pd Gianguido D’Alberto, che da qualche tempo si sta occupando della questione, «ma resta da dirimere il nodo relativo ad un obbligo di cessione dell’area alla parte pubblica che risale agli anni ’70». Teoricamente l’impresa edile che costruì il condominio di fronte allo spiazzo avrebbe ceduto l’area per farne un parcheggio pubblico. Ad oggi, però, sembra che il Comune non abbia mai acquisito formalmente l’area, che si trova proprio davanti a piazza Progresso. La zona, utilizzata da sempre come posteggio per le auto, era già stata oggetto di diverse segnalazioni da parte dei cittadini che abitano nei due palazzi che insistono sull’area «Si tratta di un problema di titolarità della piazza, che ci portiamo dietro da quasi quarant’anni e va risolta una volta per tutte», ha continuato D’Alberto, «stiamo lavorando per spingere gli uffici a risolvere la questione, di assoluto interesse per la frazione, non solo per la posizione centrale che l’area occupa». L’obiettivo da raggiungere, per il consigliere, è quello di trovare una giusta composizione tra gli interessi del pubblico, del privato e dei condomini affinché quell’area possa rimanere a servizio della comunità. «L’ufficio edilizia si è già attivato e ha completato la prima parte dell’istruttoria, trasferendo all’ufficio del patrimonio la documentazione. Adesso chi ha il potere di firma deve fare la sua», ha concluso D’Alberto. (c.d.g.)

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