Lavori fermi in via Sauro, via anche le ruspe

Costantini di Forza Italia attacca: «Ci sono tanti aspetti da chiarire». Interviene l’Ordine degli architetti
GIULIANOVA. I lavori su via Nazario Sauro procedono molto lentamente e negli ultimi due giorni il cantiere è rimasto completamente fermo, senza nessun operaio. Ieri addirittura anche gli escavatori sono stati portati via e naturalmente la cosa non passa inosservata e sono in tanti a porsi delle domande. «Questo cantiere dimostra tante lacune», dice Jwan Costantini, vice coordinatore provinciale di Forza Italia, «anche per quanto riguarda la gara. Le opere pubbliche devono essere aggiudicate per media ponderata e non per massimo ribasso e poi bisogna mettere delle penali precise per la fine dei lavori. Inoltre è fondamentale avvantaggiare ditte strutturate in fase di gara, ditte che possano cioè garantire una forza lavoro importante, e non 3 operai così come si evince dalla dichiarazione di inizio lavori per via Sauro. La Soa delle ditte, ovvero la certificazione obbligatoria che attesta in fase di gara, la capacità dell’impresa di eseguire opere pubbliche, è importante perché una ditta grande e strutturata non aspetta gli stati avanzamento lavori ma completa l'opera in 20 giorni perché ha altre opere da realizzare». Insomma secondo Costantini una ditta con tutti i requisiti avrebbe terminato i lavori in 20 giorni lavorativi e due squadre da 12 operai. «Non è economicamente conveniente per una ditta grande rimanere 3 mesi a fare un lavoro con così bassa marginalità, quindi lo finisce rapidamente», dice Costantini, «tutto il contrario delle ditte piccole. I comuni pagano tutti in ritardo e se la ditta aspetta i pagamenti, i lavori andranno sempre a rilento». E intanto circolano indiscrezioni secondo cui per la somma prevista dal capitolato nessuno ha il porfido da vendere. La somma sarebbe troppo bassa.
E sui lavori di via Nazario Sauro interviene il presidente dell’ordine degli architetti di Teramo Raffaele Di Marcello secondo cui nel cantiere viene disatteso il regolamento comunale del verde e per questo annuncia l’invio di una lettera all’amministrazione, scritta congiuntamente con un agronomo: «Nella realizzazione dei sotto servizi per la raccolta delle acque bianche non c’è nessuna cautela per le radici delle piante, e se questo, fra un anno o due, causerà la morte degli alberi e la loro caduta nessuno potrà stupirsi. Inoltre, ai nuovi alberi messi a dimora, non viene lasciato lo spazio vitale di un metro quadrato di terra per lato, esattamente come viene indicato nel regolamento del verde ancora vigente». (d.p.)
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