Lavori in ritardo nella scuola di Colleranesco

Potrebbe non riaprire il 24 ma il Comune ha un piano B: trovati alcuni spazi in affitto
GIULIANOVA. Ci sono dei dubbi sulla riconsegna in tempo utile per il 24 settembre del fabbricato che ospita la scuola primaria e dell’infanzia di Colleranesco. La ditta Tekno Costruzioni di Cerignola si era impegnata, anche attraverso un verbale, a ultimare i lavori alla fine di agosto, ma così non è stato. L’assessore comunale Giampiero Di Candido, che monitora con frequenza il cantiere, afferma al riguardo: «Per l’ultimazione dell’intervento, inutile nasconderlo, manca ancora qualcosa, ma siamo a livello di rifiniture e piccoli aggiustamenti. Non so se per il prossimo 24 settembre, giorno della ripresa delle attività scolastiche, tutto sarà stato ultimato. Ma siamo comunque sul filo di lana e al massimo gli alunni potranno riavere la loro scuola a disposizione nel giro di una ulteriore settimana, massimo due. So che l’assessore Katia Verdecchia ha trovato delle alternative per ovviare all’eventuale ritardo della riconsegna».
L’assessore Verdecchia, che si occupa di edilizia scolastica, spiega: «Ho già pronto un piano B che consiste nella locazione di alcuni spazi a Colleranesco in modo da evitare lo spostamento degli alunni per il periodo necessario. Abbiamo già la soluzione in mano. Del resto il ministero ha messo a disposizione dell’amministrazione comunale 15mila euro per affrontare spese derivanti da locazioni e 25mila euro per la conduzione degli spazi in affitto e il relativo adattamento alle esigenze didattiche. Grazie a tali provvidenze è stato facile predisporre un piano B che metteremo in campo, se dovesse ricorrere la necessità, per la tranquillità delle famiglie».
Quella della scuola di Colleranesco è una storia complessa. L’incarico di esecuzione lavori risale al febbraio 2018. A interferire negativamente sull’andamento dell’opera è stata innanzitutto la Procura della Repubblica quando è emerso che lavori eseguiti nel 2006, almeno nelle fondazioni, non erano conformi alla progettazione depositata. Da qui il fermo del cantiere per diversi mesi al fine di acquisire notizie utili all’inchiesta. Poi il lockdown ha determinato l’accumulo di ulteriori mesi di ritardo.
Alfonso Aloisi
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