Lavori sulle acque, ecologisti convocati

15 Novembre 2017

L’organismo che programma le opere dentro il Gran Sasso contatta l’Osservatorio indipendente

TERAMO. Dopo la manifestazione di sabato scorso, gli ambientalisti mettono a segno un altro punto. L’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso è stato contattato dal segretario generale dell’Autorità di Distretto Idrografico dell’Italia centrale, Erasmo D’Angelis, che ha sottolineato come sia fondamentale il coinvolgimento delle associazioni della società civile nel tavolo nazionale nato per discutere della messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.
Una riunione si è già tenuta venerdì scorso a Palazzo Chigi, in cui si è parlato anche dei lavori che dovrebbero essere eseguiti nel 2019 e che dovrebbero costare almeno 55 milioni di euro per migliorare la sicurezza dell’acqua, vista la difficile convivenza dell’acquifero con il Laboratorio di fisica nucleare e il traforo autostradale.
Intanto ieri l’Osservatorio promosso dalle associazioni Wwf, Legambiente, Mountain Wilderness, Arci, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, Fiab, Cai, Italia Nostra e Fai, ha tenuto una conferenza stampa per fare il punto dopo la grande Manifestazione “per l’acqua trasparente”.
«Il risultato degli oltre 3.000 partecipanti non era affatto scontato e ci sentiamo di ringraziare i volontari delle associazioni che hanno dato vita all’Osservatorio e tutti coloro che sono intervenuti», dichiarano le associazioni. La manifestazione ha ribadito le richieste che l’Osservatorio porta avanti da tempo: «sull’acqua vogliamo trasparenza, partecipazione e sicurezza. Richieste su cui non siamo intenzionati a fare passi indietro e su cui invitiamo tutti coloro che hanno marciato sabato ad una piena assunzione di responsabilità».
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per ribadire le prossime iniziative dell’Osservatorio. In primis l’Osservatorio torna a chiedere alla Regione di aprire il tavolo tecnico sulla sicurezza dell’acquifero alla partecipazione delle associazioni che lo compongono, tutte riconosciute dalla legge come portatrici di interessi collettivi e diffusi garantiti dalla Costituzione.
L’Osservatorio ha invitato il Comune di Isola del Gran Sasso, che a quanto pare dovrebbe essere il soggetto a cui spetterà la valutazione di incidenza sull’esperimento Sox, ad aprirsi alla collaborazione con le associazioni, oltre che con le altre Istituzioni, affinché tale importante strumento garantisca un esame approfondito e accurato degli impatti di questo esperimento sull’acquifero e sugli habitat tutelati da un parco nazionale e da siti di interesse comunitario appartenenti alla Rete Natura 2000 dell’Unione Europea.
L’Osservatorio ha poi valutato positivamente l’impegno dei sindaci, affermato nell’assemblea dell’8 novembre e ribadito dal presidente della Provincia al termine del corteo dell’11, di essere pronti ad impugnare gli atti autorizzativi dell’esperimento Sox. Ma ha riaffermato la necessità di mettere in campo una vera e propria strategia legale su tutti gli aspetti legati alle interferenze tra acquifero, autostradae laboratori.
L’Osservatorio ha invitato i parlamentari abruzzesi a farsi promotori di un’azione decisa sui ministeri competenti affinché si possano accelerare «sia il processo per l’individuazione della soluzione definitiva al problema dell’interferenza che l’adozione di misure immediate per l’azzeramento del rischio incidenti. Su quest’ultimo punto vanno aumentate la qualità e la quantità dei controlli, ma soprattutto si deve agire sul materiale pericoloso fatto transitare, immagazzinato e utilizzato sotto il Gran Sasso».E ha annunciato che scriverà ai presidenti delle commissioni “Ambiente” di Camera e Senato affinché i componenti delle due commissioni approfondiscano la problematica dell’acquifero del Gran Sasso anche con apposite audizioni.