Lavoro, in Abruzzo sono in calo i numeri di infortuni e morti

14 Ottobre 2024

Ma la situazione nazionale resta quella di dieci anni fa L’appello: «Gli invalidi vanno reinseriti e sostenuti»

MONTORIO AL VOMANO. Qualche spiraglio di miglioramento nel 2024 in Abruzzo rispetto all’anno precedente sul fronte morti e infortuni sul lavoro, in controtendenza a livello nazionale dove i numeri sono, invece, in aumento. Ogni giorno in Italia muoiono tre persone lavorando, non contando i cinque decessi giornalieri per malattie professionali: una situazione sostanzialmente invariata rispetto a dieci anni fa. È questa la fotografia dai dati Inail che è stata rappresentata ieri nella 74esima Giornata nazionale Anmil (associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro), che per l’Abruzzo si è svolta a Montorio e ha visto una grande partecipazione.
I numeri illustrati dal direttore regionale Inail Nicola Negri hanno parlato chiaro: se tanto si è fatto, tanto ancora si deve fare soprattutto in tema di prevenzione e formazione. L’Abruzzo nei primi sette mesi del 2024 conta 14 infortuni mortali, in diminuzione rispetto al 2023 quando ne erano stati 18, con la provincia di Chieti che detiene la maglia nera con cinque vittime, segue quella di Teramo con quattro (l’anno scorso ne aveva avute sette), L’Aquila con tre e Pescara con due. In Italia sono 577 le vittime sul lavoro, 559 quelle dell’anno scorso. Gli infortuni denunciati a livello nazionale sono 350.823; in Abruzzo 6.902 con Chieti di nuovo prima con 2.110 infortuni, poi Teramo con 1.918, L’Aquila con 1.524 e Pescara con 1.350.
A Montorio è stata una mattinata ricca di emozioni, con la consegna di mazzi di rose alle famiglie di chi ha perduto un caro sul lavoro e le testimonianze di chi ha subito un infortunio grave, ma anche di riflessioni. L’impegno quotidiano nelle azioni concrete è stato messo in evidenza dal prefetto di Teramo Fabrizio Stelo. L’impegno del Governo è stato illustrato dal parlamentare leghista, e presidente della commissione di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, Alberto Bagnai, che ha detto: «La patente a punti in materia di sicurezza è un obbligo per le aziende e i lavoratori che operano all’interno dei cantieri in quanto indicatore fondamentale e valutabile delle capacità di adottare politiche di sicurezza sul lavoro efficaci. Inoltre è in iter un disegno di legge per l’introduzione della sicurezza sul lavoro come insegnamento all’interno dell’educazione civica a scuola». «Come amministrazione siamo molto sensibili al tema e riteniamo che la sicurezza debba essere un dovere», ha detto il vice sindaco di Montorio Francesco Ciarrocchi, «la sensibilizzazione deve iniziare dai bambini a scuola e la politica deve capire che formazione e informazione possono salvare tanti lavoratori». Il presidente territoriale dell’Anmil Nicola Marcozzi ha posto l’accento sull’importanza della tutela delle vittime «che significa il diritto al reinserimento lavorativo per gli invalidi al lavoro, il sostegno psicologico, e soprattutto troviamo ingiusta la durata dei processi sugli incidenti e morti sul lavoro che rischiano spesso di cadere in prescrizione», ha concluso, «chiediamo alle istituzioni un passo in più nel riconoscere il valore delle testimonianza anche nelle aziende per realizzare quel cambiamento culturale che la formazione tecnica non è in grado di garantire».
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