Le antiche scene del teatro in balia dei topi

Atri, Italia Nostra scrive a Fondazione Tercas, Comune e Sovrintendenza ma non ottiene risposta
ATRI. Le vecchie scene del teatro comunale di Atri diventano cibo per topi. Secondo alcune testimonianze i vecchi pannelli e scene artistiche risalenti all’inizio del 900 sono state abbandonate e dimenticate in un ripostiglio sottostante il museo etnografico, che a dire di molti è pieno di roditori. A denunciare il precario stato di conservazione delle preziose scene è la sezione locale dell’associazione di “Italia Nostra”.
Lo scorso 13 febbraio il presidente Domenico Zenobio con una lettera aveva informato i vari enti della situazione. Nella missiva, inviata al presidente della Fondazione Tercas, all’assessorato alla cultura del Comune di Atri e alla sede della Sovraintendenza archeologica e delle belle arti della regione Abruzzo, si legge: « La nostra sezione fin dal 1993 si è interessata del problema del recupero delle storiche scene del teatro comunale che, proprio in quell’anno, furono in occasione della ristrutturazione dell’edificio teatrale, allocate in un magazzino non idoneo per la loro conformazione. Negli anni successivi abbiamo riproposto in più occasioni , anche attraverso un convegno organizzato in accordo con la Sovraintendenza, il problema del recupero di dette scene investendo anche Comune ed autorità regionali. A distanza di qualche tempo abbiamo poi appreso che la Fondazione Tercas aveva finanziato stanziando una somma di circa 100mila euro, il recupero di una sola scena che, a parere di un esperto era purtroppo l’unica che poteva essere salvata». Zenobio aggiunge che al momento non risulta che la scena in questione sia stata restaurata, né che qualche ditta sia stata incaricata a tal fine. La lettera di Italia Nostra si conclude con due richieste: chiede alle parti interessate la «conferma dell’esistenza di tale finanziamento da parte della Fondazione Tercas a favore del Comune di Atri e in caso affermativo, se il predetto stanziamento sia stato effettivamente erogato e quindi utilizzato». La seconda richiesta è alla Sovraintendenza dell’Aquila: si chiede «un sopralluogo per verificare l’attuale stato di conservazione di tutte le scene e se è ancora possibile recuperarne qualcuna».
Italia Nostra fa sapere inoltre che a ieri non è arrivata nessuna risposta. Inoltre fa un appello a tutti quei cittadini che avessero in casa delle vecchie fotografie delle scene del teatro comunale e di presentarle nella sezione di via della Repubblica 18 per farne una mostra pubblica. Obiettivo, conclude un attivista dell’associazione, è «mettere in evidenza quale patrimonio artistico della città è andato perduto per sempre».
Domenico Forcella
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