Le associazioni chiedono la costituzione di parte civile

13 Settembre 2019

TERAMO. Wwf, Legambiente, Club Alpino Italiano e Cittadinanza Attiva, che insieme ad altre costituiscono l’Osservatorio indipendente per l’acqua del Gran sasso, chiedono di essere ammesse come parte...

TERAMO. Wwf, Legambiente, Club Alpino Italiano e Cittadinanza Attiva, che insieme ad altre costituiscono l’Osservatorio indipendente per l’acqua del Gran sasso, chiedono di essere ammesse come parte civile nel processo. Le quattro associazioni sono patrocinate dall'avvocato Domenico Giordano che nella conferenza stampa che si è svolta ieri a Pescara ha detto: «Noi ci auguriamo una sollecita definizione del processo di primo grado perché purtroppo la storia italiana in tema di processi relativi a reati ambientali si conclude con un nulla di fatto e cioè attraverso la prescrizione dei diritti. E poi ci auguriamo che all'udienza il magistrato voglia ammettere la costituzione delle quattro associazioni perché è il naturale epilogo di una attività di lotta portata avanti da queste associazioni per oltre sedici anni su questo specifico problema». Massimo Fraticelli del Wwf ha detto che «la fase progettuale è una fase importante, ma quello che ci attendiamo è che si attuino immediatamente le azioni necessarie da parte degli enti e della Regione per la messa in sicurezza dell'acquifero che è il vero obiettivo dell'Osservatorio, ovvero quello di mettere l'acqua in sicurezza e garantire ai cittadini dunque di berla senza alcuna preoccupazione». Il presidente regionale di Legambiente Giuseppe Di Marco ha sottolineato che «la nostra costituzione è la testimonianza di un lavoro che è stato fatto negli anni, sin dalla lotta contro il terzo traforo». Infine Lorenzo Cinquino, coordinatore regionale ambiente di Cittadinanza Attiva ha posto l'attenzione sulla qualità dell'acqua abruzzese: «Vorrei sottolineare l'aspetto della migliore acqua d'Europa ma stiamo riuscendo ad inquinare le acque per rendere la nostra salute precaria. La nostra acqua è eccezionale e dobbiamo difenderla a tutti i costi perché parliamo di un patrimonio di inestimabile valore».
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