Le banche in fuga da Tortoreto

Intesa Sanpaolo e Bcc del Piceno hanno chiuso gli sportelli. Di Matteo: «Il sindaco faccia qualcosa»
TORTORETO. «Gli istituti di credito stanno lasciando Tortoreto, il segnale è preoccupante». A parlarne è il capogruppo di opposizione in consiglio comunale Domenico Di Matteo, che indica diversi casi recenti. Il primo, forse il più eclatante, è quello dell’ufficio della Banca Intesa Sanpaolo di via Carducci, chiuso e accorpato con quello di Alba Adriatica poco prima dell’emergenza sanitaria, e che a sua volta riuniva in unica sede due diversi sportelli del passato, quello della Carisap e quello della Banca dell’Adriatico. In altri termini, si è passati da due uffici cittadini del gruppo a zero in pochi anni. Il secondo caso è quello della Bcc del Piceno di via Trieste, depotenziata durante la pandemia, con i servizi di sportello spostati presso l’ufficio albense e solo su prenotazione. Poi c’è il rischio, secondo Di Matteo, che venga chiuso uno tra gli sportelli ex Tercas ed ex Caripe, vista la crisi e il piano di ristrutturazione di Banca Popolare di Bari. Riguardo alla Tercas, Di Matteo ricorda anche la polemica sulla scomparsa del bancomat dal centro storico a seguito di un furto con spaccata.
Il capogruppo di Obiettivo Tortoreto sostiene: «Il segnale delle banche che se ne vanno è chiaro e rappresenta un campanello d’allarme preoccupante per l’economia tortoretana e un grave danno di immagine per la città, ma anche una fonte di notevoli disagi per cittadini, imprese e turisti». Quindi l’appello al sindaco Domenico Piccioni: «Ho segnalato la questione in un recente consiglio comunale, senza ottenere risposta. È vero che stiamo parlando di aziende private, ma il municipio deve intervenire, innanzitutto incontrando i rappresentanti delle banche, nel tentativo di fermare la fuga e salvaguardare l’economia del territorio».
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