Le casette galleggianti restano sequestrate

18 Novembre 2020

Il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso della proprietà dopo i sigilli per abusiva occupazione di spazio demaniale

GIULIANOVA. Le tre casette galleggianti di Giulianova restano sequestrate. Almeno per ora. Così ha deciso il tribunale del Riesame che ha respinto il ricorso presentato dalla proprietà assistita dall’avvocato Guglielmo Marconi. I giudici del Riesame (collegio presieduto da Flavio Conciatori), dunque, confermano sostanzialmente il presupposto giuridico alla base del provvedimento scattato qualche settimana fa su disposizione della Procura teramana. Ora non è escluso che il provvedimento di rigetto del ricorso presentato dalla proprietà possa essere impugnato in Cassazione.
È ancora un passaggio giudiziario a scandire un’altra tappa dell’inchiesta sulle casette galleggianti al porto di Giulianova che sono state sequestrate nei giorni scorsi su richiesta della Procura. Le ipotesi di reato contestate dal sostituto procuratore titolare del fascicolo Andrea De Feis sono due: l’abuso edilizio e la violazione dell’articolo 1161 del codice della navigazione, ovvero l’abusiva occupazione di uno spazio demaniale.
Quest’ultimo reato stabilisce che: «È punito chiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali della navigazione interna, ne impedisce l'uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate». Ipotesi di reato, entrambe, per cui la Procura teramana ha chiesto e ottenuto il sequestro delle tre casette galleggianti che dall’inizio di quest’estate si trovano nel porto di Giulianova per essere date in locazione. Sequestri che, all’epoca, sono stati delegati alla sezione Roan della guardia di finanza di Pescara, in particolare la sezione navale specializzata proprio nel seguire questo genre di inchieste. Nell’inchiesta ci sono due iscritti nel registro degli indagati.
Nei giorni del sequestro la società Narramondo proprietaria delle casette tramite Manolo Di Pietro, uno dei soci, dichiarò: «Per noi è stato un fulmine a ciel sereno in quanto non avremmo mai immaginato un provvedimento così pesante. Dico questo giacché le tre casette, regolarmente omologate come imbarcazioni, hanno tutte le caratteristiche per essere ormeggiate alla stregua di qualsiasi altro natante. La nostra società, prima di intraprendere l’attività, si è procurata tutte le certificazioni possibili esibite all’Ente Porto e all’autorità marittima».
Casette galleggianti come quelle di Giulianova in passato sono state sono state sistemate in Sardegna, Puglia, Emilia e Romagna e Veneto.
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