Le centraline: inquinamento nullo

28 Giugno 2017

Solo il “pallone” a Sant’Atto rileva tracce di combustione, ma non tossiche

TERAMO. Sul fronte dell’allarme ambientale si è tenuto un vertice, ieri mattina nell’ex Foordinvest un tavolo tecnico coordinato dalla prefettura di Teramo alla presenza degli enti preposti, tra cui: Arta, Asl (presente anche il Sian), vigili del fuoco, sindaci dei Comuni interessati di Teramo, Castellalto, Mosciano, Bellante, carabinieri di Teramo, Provincia.
«Niente allarmismi, i cittadini possono stare tranquilli». Sono le parole con cui il sindaco Maurizio Brucchi sgombra il campo dai rischi ambientali connessi all'incendio della Richetti. Il primo cittadino ha seguito per tutta la notte tra lunedì e martedì l'intervento per domare il rogo che ha distrutto lo stabilimento industriale di Sant'Atto, partecipando ieri mattina al tavolo tecnico. La situazione più preoccupante era quella della possibile dispersione nell'aria dell'amianto di cui era formato il tetto della fabbrica divorata dalle fiamme. «Sono stati avviati controlli in un raggio di venti metri intorno allo stabilimento», spiega il sindaco, «e gli unici frammenti sono stati ritrovati nel parcheggio dell'Alfagomma che è stato chiuso e sottoposto a bonifica. Ci è stato spiegato che l’amianto sottoposto alle alte temperature dell’incendio si è cristallizzato». In teoria dunque, sarebbero minime le fibre di amianto disperse nell’aria. Lo chiarirà comunque il monitoraggio dell'aria avviato, con il prelievo di campioni in diverse zone del territorio coinvolto nell'incidente e l'analisi dei dati registrati dalle centraline fisse di monitoraggio atmosferico operative in città. Nei pressi dello scheletro carbonizzato della Richetti l'Arta ha messo fatto sollevare un pallone aerostatico – uno speciale rilevatore arrivato da Chieti – per tenere sotto controllo i livelli d'inquinamento.
«La fabbrica conteneva soprattutto generi alimentari», osserva, «per cui i livelli di tossicità risulterebbero minimi». I risultati non sono ancora ufficiali: le centraline di Teramo non hanno rilevato niente, mentre quella di Sant’Atto ha rilevato elementi derivanti da combustione ma nulla di tossico.
Per precauzione, comunque, il sindaco nel pomeriggio di ieri ha emesso un'ordinanza che vieta per 24 ore la raccolta e il consumo di ortaggi (ma anche il consumo di foraggio per gli animali) nell'area di Piane di Sant'Atto. Lo stesso hanno fatto il sindaco di Castellalto, Vincenzo Di Marco, per la zona di Case Molino e quello di Bellante, Giovanni Melchiorre, per Villa Rasicci e Ripattoni. Il provvedimento di fatto risponde alla creazione di una zona di quarantena per le coltivazioni agricole che dalla Richetti si estende per circa un chilometro formando una sorta di triangolo di 45 gradi in cui sono ricompresi anche i territori di Castellalto e Bellante. La zona dove si sono spostati i fumi in base al vento. In quest’area sono stati prelevati campioni di ortaggi a foglie larghe inviati all’istituto zooprofilattico. A scopo precauzionale è stato inoltre bloccato lo scorrimento dei reflui dallo stabilimento verso la rete di smaltimento delle acque bianche. (a.f.; g.d.m.)
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