Le istituzioni si schierano «La Riccitelli non si tocca»

14 Aprile 2017

Comune, Provincia e Tancredi: giù le mani dallo storico cartellone di prosa

TERAMO. Nella guerra del teatro la Riccitelli schiera l'artiglieria pesante: il sindaco Maurizio Brucchi, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, il senatore Paolo Tancredi e perfino, in video, Maurizio Costanzo. Per illustrare il suo 13° cartellone di prosa per la stagione 2017-18, la Società della musica e del teatro Primo Riccitelli ieri ha preferito alla propria sede la più istituzionale sala consiliare della Provincia e si è proposta alla stampa e alla città in compagnia delle massime cariche politiche teramane, a sottolineare la presenza degli enti – Comune, Provincia, Regione, Fondazione Tercas – nel proprio consiglio di amministrazione.

Il presidente della Riccitelli Maurizio Cocciolito, e l'attore Ugo Pagliai, dal 2005 direttore artistico della stagione di prosa, hanno solo presentato il cartellone (articolo nelle pagine degli spettacoli), lasciando ai rappresentanti delle istituzioni i ruoli di difesa e attacco nella partita con Acs/Abruzzo circuito spettacolo, che dal 1° luglio gestirà il Comunale. Il giorno prima, in una conferenza stampa, lo stato maggiore di Acs – il presidente Federico Fiorenza e la direttrice Eleonora Coccagna – aveva ribadito che il teatro Comunale ospiterà una sola stagione teatrale 2017-18, quella targata Acs, senza possibilità che vi sia una seconda stagione. Col conforto dei soci istituzionali e della presenza in sala di molto pubblico e personalità come il rettore dell'università Luciano D'Amico, il regista Silvio Araclio (Spazio Tre), il presidente di Teramo Nostra Piero Chiarini, il sindaco di Atri Gabriele Astolfi, il presidente della Fidas Pasquale Di Patre, la Riccitelli ha confermato che farà la sua stagione, e la farà al Comunale. E nel botta e risposta con Acs, fatto anche a colpi di spot, ecco il promo con Maurizio Costanzo, in cui il conduttore dice: «Riccitelli, e non se ne parli più. Ve lo dico da mezzo abruzzese, i miei genitori venivano da Ortona». Dal tavolo di presidenza, in cui sedevano anche l'assessore comunale alla cultura Caterina Provvisiero e Alessandra Striglioni ne' Tori, rappresentante della Fondazione Tercas nel cda Riccitelli, primo a prendere la parola è stato il padrone di casa Renzo Di Sabatino: «Ospitiamo la conferenza per ringraziare la Riccitelli per quanto ha fatto in questi anni per Teramo, dando molto più di quello che ha preso. La Riccitelli è un'eccellenza, un gioiello da tutelare, che non può essere messo in discussione da nessuno, men che meno da persone che con questa città hanno poco a che fare».

Altrettanto categorico il sindaco Brucchi, che ha ripetuto più volte: «Non è mai stato in discussione che la Riccitelli faccia la stagione dentro al cineteatro Comunale». Il primo cittadino ha ricordato la situazione difficile vissuta da mesi dalla città («abbiamo superato i 4mila sfollati») e sottolineato la necessità di accantonare le polemiche («altrimenti non ce la faremo»). Brucchi ha detto che dopo Pasqua convocherà i vertici di Acs e della Riccitelli per sentire le idee di entrambi i sodalizi: «Bisogna giocare tutti la stessa partita, chi fa orecchie da mercante non verrà ascoltato. Neanche da me. Ci saranno due stagioni? Per me è un peccato. Bisognerà mediare? Dovremo farlo tutti. La Riccitelli è un'istituzione importante di questa città. E c'è il vincitore di una gara per la gestione del Comunale, che ha i propri diritti, riconosciuti dal bando e dalla legge. Ma nessuno è padrone di quello spazio, che deve essere a disposizione della città e del suo movimento culturale». La concorrenza non dispiace al senatore Paolo Tancredi, che ha precisato: «La Riccitelli ha una storia. Non ha fatto produzione culturale autoreferenziale. Ha avuto successo con i teramani e sul mercato. E un amministratore deve privilegiare chi sul mercato ha successo ed è in grado di autofinanziarsi. La concorrenza è un bene, ognuno giocherà le sue carte. Però non si può dire a un operatore come la Riccitelli: "Tu l'anno prossimo non avrai il teatro"». Tancredi ha aggiunto che considera abnorme l'esclusione della Riccitelli, da un paio di anni, dal Fondo unico per lo spettacolo e dal suo contributo di 40mila euro. La Riccitelli ha fatto ricorso al Tar e spera di rientrare nel 2018. Intanto attende i 150mila euro che Tancredi è riuscito a infilare nella Finanziaria 2016: «Un finanziamento che per due-tre anni dovrebbe supplire all'assenza dei fondi Fus».

Anna Fusaro

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