Le parole di Fiorella e Gianluca

28 Giugno 2015

Fiorella e Gianluca sono madre e figlio con un passato già scritto e un futuro tutto da scrivere. Lei ha 48 anni e finirà di scontare la pena nel 2017, lui ne ha 35 e uscirà nel 2016. Oggi la pagina...

Fiorella e Gianluca sono madre e figlio con un passato già scritto e un futuro tutto da scrivere. Lei ha 48 anni e finirà di scontare la pena nel 2017, lui ne ha 35 e uscirà nel 2016. Oggi la pagina con cui ogni mese il Centro dà voce ai detenuti e alle detenute del carcere di Castrogno racconta la loro storia. Perchè le parole possono servire a riprendere il filo del senso smarrito, a sfiorare ricordi, a riprendersi per mano. Sempre e comunque, anche quando il tuo mondo è solo una stanza di pochi metri quadrati. «Mia madre mi ha convinto a scrivere», racconta Gianluca, «lei che come me non dimostra i suoi sentimenti, ma affida gioie e dolori ai fogli di carta e dice che scrivere aiuta a guardare il proprio dolore, la disperazione, la rabbia, la gioia e la speranza».

Nè vittime nè eroi, solo uomini e donne che raccontano. Perchè scrivere insegna a vivere le vite degli altri e a capire meglio la propria, perchè mettere insieme parole può scandire un tempo sempre uguale, perchè la detenzione è una condizione non un destino nè uno stato permanente. «Anche un delinquente se vuole può cambiare», scrive Fiorella nella sua testimonianza, «la forza d’animo, la volontà e l’amore per un figlio fanno tanto. Per prima cosa ho capito sulla mia pelle che per avere la fiducia degli altri, soprattutto dopo un passato come il mio, te la devi conquistare sul campo e sono passata dalla teoria alla pratica». Per scrivere un futuro diverso. (d.p.)