Le pentole segnano l’ora nelle opere dell’ex prof

2 Novembre 2021

Il docente in pensione vive a Giulianova e si dedica a “creare” nuovi orologi: «Mi spiace buttare padelle e teglie e regalo loro una nuova vita. Farò una mostra»

GIULIANOVA . A casa di Giulio Di Marco le pentole non vanno mai “in pensione”. Ovvero non vengono rottamate e buttate nella spazzatura, ma piuttosto fatte “rivivere” destinandole ad un uso intenzionalmente artistico e senz’altro anche pratico: diventano orologi. Di Marco, originario della frazione Faiete di Cellino Attanasio, è stato per anni docente al liceo artistico di Teramo, insegnando disegno creativo.
È stato sempre molto apprezzato dai suoi giovani allievi soprattutto per l’estro e la passione con cui ha sempre tenuto le sue lezioni. Da poco entrato nella schiera dei pensionati, il professore non è riuscito a stare con le mani in mano, ma ha piuttosto deciso di coltivare i propri interessi artistici. E così è nata la creazione delle “Pentole orologio”. È lo stesso Di Marco a raccontare come è nata questa sua nuova attività: «Inviare in discarica le pentole di casa troppo usate dopo un periodo di onorato servizio mi dispiaceva e così, pensando e ripensando, mi è balenata l’idea di trasformarle in qualcosa di utile ed anche di arredo».
Il docente è giunto a Giulianova da circa 25 anni, e nella cittadina costiera ha conosciuto la moglie Elvia Ciafardoni, operatrice sanitaria nell’ospedale giuliese. E lui del centro si è innamorato. «Per me Giulianova è una cittadina meravigliosa di cui non saprei fare a meno», assicura infatti Di Marco.
Il suo talento si è forgiato all’Accademia di Belle Arti di Urbino e per il suo nuovo impegno si è ritagliato uno spazio nell’abitazione ubicata nelle campagne della frazione di Case di Trento. Qui la moglie, quando le pentole iniziano a dare problemi, le passa a Giulio che con calma avvia la lavorazione. Sottolinea l’artista: «Occorre scarsa una settimana per trasformare l’attrezzo da cucina in un orologio funzionante». Il processo inizia dalla levigatura dell’intera superficie esterna. Quindi la stessa viene coperta da vernice smaltata e poi da pennellate di fissativo. Poi nella zona in cui vanno posizionate le lancette viene riprodotta a mano un’immagine, un disegno o una fantasia di colori. Infine, dopo che tutto si è ben asciugato, viene applicato il meccanismo per il movimento dell’orologio all’interno della pentola, quindi invisibile, e il pezzo unico è pronto. Il pensionato è riuscito sino ad ora a far “nascere” circa 15 esemplari tra cui qualcuno anche con un ampio cinturino in legno che funge da ulteriore cornice all’opera. L’obiettivo di Di Marco è di raggiungere quota 30 e poi organizzare una mostra. La filosofia dell’ex docente è «riciclare si può, basta volerlo». Lui ama il mare ed è solito frequentare la spiaggia dopo le giornate di cattivo tempo alla ricerca di frammenti di legno depositati dalla corrente da trasformare in nuovi oggetti.
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