Le Poste: «Troppi documenti? Sono necessari per l’eredità»
ROSETO. «Pur comprendendo il disagio subìto dal cliente per quanto accaduto, intendiamo chiarire che la presentazione dei documenti richiesti si rende necessaria e propedeutica al corretto...
ROSETO. «Pur comprendendo il disagio subìto dal cliente per quanto accaduto, intendiamo chiarire che la presentazione dei documenti richiesti si rende necessaria e propedeutica al corretto espletamento delle pratiche successorie». È la replica di Poste italiane alla protesta di un vedovo rosetano da mesi alle prese con la pratica di successione dopo la morte della moglie, ma nonostante sia l’unico erede è rimasto invischiato con la burocrazia, a suo dire eccessiva, che lo costringe a un continuo viavai da casa all’ufficio centrale di Roseto, cioè quello di via Puglia, per presentare i documenti richiesti dai responsabili della sede.
«Gli uffici postali recepiscono le indicazioni dettate dalla normativa vigente in materia di rimborso per successione», si legge ancor nella replica di Poste italiane, «tali indicazioni legislative, che prevedono la produzione di una serie di documenti in via ordinaria per l’espletamento delle relative pratiche, sono volte alla tutela del patrimonio caduto in successione e al rispetto delle norme contenute nel testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni (D.Lgs 31 ottobre 1990 n° 346). Nel caso specifico, il cliente è stato contattato due volte dall’ufficio postale, poiché la documentazione richiesta per avviare la pratica di successione, presentata il giorno 28 agosto, risultava incompleta. Una prima volta, in data 2 settembre, in quanto l’estratto di morte sprovvisto di indicazione dello stato civile del de cuius (la defunta ndr); e in data 9 settembre, in quanto nella dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà non veniva specificato se il de cuius avesse lasciato disposizioni testamentarie. Tale richiesta rientra a pieno titolo nelle procedure utili ad acquisire le informazioni propedeutiche in materia successoria poiché, in presenza di indicazioni testamentarie, oltre alla successione legittima una quota dell’eredità potrebbe essere riservata ai legittimari, ovvero ai soggetti indicati dal de cuius nell’eventuale testamento». (f.ce.)
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