Le reazioni a Roseto: per Pavone e Marcone «la sede offerta non era affatto idonea»

26 Giugno 2019

Enio Pavone (nella foto) e Angelo Marcone, consiglieri d’opposizione a Roseto, furono gli unici due ad astenersi nella votazione della proposta della maggioranza di un terreno per costruire la futura...

Enio Pavone (nella foto) e Angelo Marcone, consiglieri d’opposizione a Roseto, furono gli unici due ad astenersi nella votazione della proposta della maggioranza di un terreno per costruire la futura sede del commissariato di polizia e ora, con la notizia del più che probabile mancato trasferimento dello stesso da Atri a Roseto, criticano il sindaco Sabatino Di Girolamo.
«Roseto ha perso la possibilità di avere il commissariato di polizia come purtroppo avevamo ampiamente previsto e cercato in tutti i modi di far comprendere al sindaco, Sabatino Di Girolamo, alla sua maggioranza e a parte della minoranza», dice Pavone, «che votò quella delibera, definita storica dal primo cittadino nel corso del consiglio comunale del 2 maggio nella quale non si riuscì a individuare una sede idonea per l’eventuale approdo del commissariato a Roseto, se non dei locali all’interno di un condominio di cui il Comune, tra l’altro, non ha neanche la proprietà, e nei quali non poteva fare dei lavori di sistemazione, e una ipotetica ipotesi di costruzione di una sede entro il 31 dicembre 2022, di cui non vi è traccia alcuna di un progetto».
Pavone, inoltre, precisa che la sua intenzione, così come quella di Marcone, sarebbe stata quella di portare il commissariato di polizia a Roseto, ma non nella sede individuata dalla maggioranza. «Io e Marcone non ci limitammo a non votare», prosegue Pavone, «ma fornimmo dei suggerimenti su quale sede poter adibire al commissariato, e indicammo la 'Casa Campanella' nella zona sud di Roseto, dove si stanno completando i lavori di adeguamento con circa 600 mila di spesa a carico del Comune. Il sindaco, però, non volle darci ascolto e formulò delle proposte per il dislocamento del commissariato da Atri a Roseto infondate e discutibili, tant’è che il ministero le ha bocciate».
L’associazione politico-culturale “Grande Roseto”, di cui fa parte il consigliere Marcone, aggiunge in una nota che “Il voto di astensione è stato semplicemente una valutazione tecnica e non di opportunità politica su cui la nostra associazione era totalmente d'accordo. Possiamo dire oggi che il maldestro tentativo della maggioranza e di parte dell’opposizione, che ha votato a favore della proposta non curandosi fino in fondo delle inidoneità tecniche della proposta, con il solo intento di metterci all'angolo e soffiare sulla presunta nostra anti-rosetanità, purtroppo non è andato a buon fine». (l.v.)