Le ricerche di Lanciotti si sono concluse

Arriva il brutto tempo, anche i volontari che hanno risposto agli appelli della guida alpina Iannetti devono arrendersi
PIETRACAMELA. Se ne riparlerà in primavera inoltrata, forse addirittura in estate. Le ricerche dei resti di Giorgio Lanciotti – imprenditore rosetano di 35 anni residente a Pineto – sono state definitivamente sospese nella tarda mattinata di ieri anche dai volontari, coordinati dalla guida alpina Pasquale Iannetti, che da qualche settimana (dopo la sospensione delle operazioni “ufficiali”) le portavano avanti di propria iniziativa. L’anticiclone che ha garantito a lungo tempo stabile sta per cedere il passo, già oggi è atteso l’arrivo della prima vera perturbazione autunnale con precipitazioni e temperature rigide. Sarà dunque impossibile anche per alpinisti esperti, come quelli che hanno risposto all’appello di Iannetti, risalire le ardue vie a ridosso della vetta orientale del Gran Sasso: quella vetta a cui Lanciotti ascese il 21 settembre, documentando la sua impresa solitaria con un video messo su Instagram, prima di sparire nel nulla. Anche ieri le due cordate che hanno percorso altrettante vie alpinistiche dell’Orientale hanno dovuto fermarsi e tornare indietro per la nuvolosità trovata in quota. Insomma, non ci sono più le condizioni per proseguire le ricerche in sicurezza.
Nei giorni scorsi Iannetti, sui social, aveva scritto: «Non c’è tempo da perdere perché l’alta pressione presto abbandonerà il paese e tutto cambierà. Cercare il corpo di Giorgio Lanciotti dovrebbe essere un dovere oltre che un atto di umanità nei confronti della famiglia e un grazie di cuore a chi vorrà raccogliere questo appello. Come possono stare i genitori, i fratelli, i nonni, i parenti e gli amici nell’immaginare che i resti del loro caro possano essere incastrati in una delle tante fessure del Paretone della vetta Orientale o sepolti sotto pietre e sassi? È un corpo che deve essere individuato e recuperato». All’appello della guida alpina hanno risposto in tanti, alle ricerche si sono uniti anche il fratello e la sorella di Giorgio, ma non c’è stato alcun risultato. E non c’è alcun mistero, alcun giallo: perché una montagna come il Gran Sasso può restituire un corpo anche dopo anni.(d.v.)

