Le sagre ripartono ma con prezzi più alti

Le associazioni sono pronte a riproporre le rassegne enogastronomiche estive, è certo il ritocco al rialzo dei listini
TERAMO. Si mangia, si beve, allegri si sta. L’abusato motto, dopo due stagioni di pandemia, torna a risuonare su tutto il territorio teramano perché le Pro loco e le varie associazioni potranno ripartire con le manifestazioni enogastronomiche. Le sagre tornano, dunque: però con i listini ritoccati. L’aumentato costo delle materie prime, il caro carburante, le difficoltà nell’approvvigionamento di olio di semi, farine, di alcune carni (come quelle ovine per gli arrosticini) e la fiammata dei prezzi delle materie plastiche incideranno sul costo finale per l’utente.
Ne è certo il presidente dell’Unpli (Unione nazionale delle Pro loco) Abruzzo, Sandro Di Addezio della Pro loco di Sant’Omero. «Finalmente sono cadute le limitazioni, i divieti, i vincoli legati alle manifestazioni gastronomiche con la fine del distanziamento e delle mascherine all’aperto», dice Di Addezio, «questo costituisce sicuramente un risparmio per le Pro loco che non dovranno più adottare piano di contenimento nella diffusione della pandemia da Covid 19, e una maggiore libertà per gli utenti. Le associazioni possono ripartire, fare promozione del territorio e dell’enogastronomia, consentendo all’economia di settore di circolare e dare linfa anche all’indotto. Però, quello che è certo è l’aumento dei prezzi che saremo costretti ad applicare ai prodotti. L’olio di semi è aumentato del doppio, le farine hanno avuto un’impennata a causa della guerra in Ucraina, i carburanti sono saliti alle stelle e così il gas che utilizziamo nelle cucine, e lo stesso le materie plastiche a causa dell’aumento del greggio. Molte materie prime sono aumentate anche per gli accresciuti costi di produzione e del trasporto, compresi i prodotti agricoli». Lo street food, genere gastronomico “rifugio” per molti, perché considerato accessibile e alla portata di tutti, dunque non sarà più a buon mercato come prima. Frittelle e ogni altro cibo da passeggio da cottura in olio “lieviteranno” anche nel costo finale. «Nel Teramano tutte le sagre», fa sapere Di Addezio, «ripartiranno. Quelle di Sant’Omero, Campovalano, Torano Nuovo, Campli, Sant’Egidio alla Vibrata, Garrufo di Sant’Omero e tutte le altre conosciute in provincia e in Abruzzo, che muovono un’economia importante e costituiscono un richiamo per il turismo enogastronomico, stanno scaldando i motori. Le associazioni sono già all’opera e c’è anche un certo entusiasmo. Il sostegno degli enti diventa imprescindibile. Le Pro loco costituiscono uno dei motori della promozione turistica perché quelle che organizzano non sono solo sagre, ma anche guide per la conoscenza del territorio e per la riscoperta del suo patrimonio».
La scorsa stagione proprio la Pro loco di Di Addezio, quella di Sant’Omero, che ha festeggiato i 40 anni di successo con il baccalà (li avrebbe dovuti compiere nel 2020), è stata pilota nell’applicazione delle misure anticontagio. Il baccalà veniva servito al tavolo, dove restava il distanziamento obbligatorio. Erano previsti la misurazione della temperatura obbligatoria all’ingresso e percorsi differenziati per l’entrata e l’uscita dalla zona sagra. Il calo dell’utenza, un po’ ovunque, è stato palpabile. Paura e diffidenza erano ancora alte, tanto che molti prenotavano l’asporto per evitare contatti diretti, rendendo anche difficile la tracciabilità dei contagi. Ora si confida nella ritrovata fiducia da parte di turisti e cittadini, sperando che i listini ritoccati per i maggiori costi delle materie non scoraggino ancora gli appassionati della gastronomia locale.
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