Le Snoq: «Le donne prime vittime di iniziative-spot, tornano a partorire con dolore»

7 Giugno 2015

Al forte disappunto delle donne in attesa, che venerdì hanno segnalato al Centro la sospensione del servizio, si aggiunge quello delle Snoq. «La partoanalgesia», afferma Monia Pecorale, portavoce di...

Al forte disappunto delle donne in attesa, che venerdì hanno segnalato al Centro la sospensione del servizio, si aggiunge quello delle Snoq. «La partoanalgesia», afferma Monia Pecorale, portavoce di “Se non ora quando”, «è iniziata due anni fa come spot elettorale: i numeri degli anestesisti già facevano prevedere che sarebbe finita così. Sono stati assunti due anestesisti per questo servizio, ma poi tutti gli altri che sono andati in maternità, in malattia o in pensione non sono stati sostituiti. E ora delle decisioni-spot fanno le spese le donne e tutta l’immagine della sanità teramana. In più abbiamo il timore che come per i consultori – quando vennero tagliati si disse che quelli superstiti sarebbero stati potenziati e poi questo non è avvenuto – accada lo stesso per il parto indolore, che invece deve essere potenziato. Quello che fa male e che continua a stupire è che sulla pelle delle donne il sacrificio si può fare. La verità è che la sanità teramana va organizzata sui numeri e sulla reale disponibilità di risorse in base a precise necessità della comunità teramana certificate da studi epidemiologici. Altrimenti, a rimetterci in iniziative spot e non organizzate a dovere, sono sempre i più deboli e in questo caso le donne, costrette a partorire con dolore».