Le superiori riaprono mercoledì Per le altre è tutto da decidere

29 Gennaio 2017

Brucchi proroga la chiusura di tutti i plessi cittadini fino a martedì, intanto cerca sedi alternative per Risorgimento e De Jacobis. I Musp restano un’incognita, si pensa al Parco della scienza

TERAMO. Le scuole a Teramo resteranno chiuse almeno fino a martedì. La conferma del prolungamento della sospensione delle lezioni per il primi due giorni della prossima settimana è arrivata ieri con la firma dell'ordinanza da parte del sindaco Maurizio Brucchi, che motiva la scelta con la necessità di proseguire le verifiche sulle strutture scolastiche dopo i terremoti di metà gennaio. Il provvedimento, annunciato durante la seduta della commissione pubblica istruzione che nella mattinata di ieri ha fatto il punto della situazione relativa al patrimonio scolastico cittadino, riguarda anche asili nido, scuole dell’infanzia e le scuole superiori cittadine, di competenza della Provincia. Queste ultime, stando all'esito dei controlli reso noto dal presidente Renzo Di Sabatino, sono state tutte dichiarate agibili e dunque classificate come A a seguito della compilazione delle schede Aedes. L'ulteriore chiusura di due giorni servirà quindi alla pulizia degli spazi e alla rimessa in funzione degli impianti, ma da mercoledì gli studenti delle superiori ubicate nel capoluogo torneranno in classe.

REBUS RIAPERTURE. Per quel giorno è prevista anche la ripresa delle attività didattiche nelle scuole comunali che non hanno riportato danni nell'ultimo, violento sciame sismico. Il quadro della situazione riferito agli edifici di competenza del Comune, però, non è ancora del tutto chiaro. Le verifiche affidate ai tecnici della Protezione civile saranno concluse entro oggi, secondo quanto indicato dal sindaco, e solo dopo l'amministrazione potrà pianificare le riaperture, che in ogni caso saranno scaglionate. Mercoledì dovrebbero riaprire le scuole classificate A, a quanto pare ce ne sono alcune classificate B ma potranno essere di nuovo rese agibili con lavori di modesta entità e in tempi brevi. Per queste scuole si potrebbe dover aspettare ancora uno o più giorni. Di sicuro non tornerà in funzione, almeno a breve, l'elementare Risorgimento. La scuola, che si trova all'incrocio tra via Flaiani e via Sturzo, è stata classificata come E e dunque risulta del tutto inagibile. Resta da chiarire l'entità dei danni riscontrati dai tecnici della Protezione civile e di conseguenza gli interventi da avviare sulla struttura che, fino alle recenti scosse, era stata catalogata come agibile. Un discorso analogo vale per la De Jacobis alla Gammarana. Al termine dei controlli è stata classificata come C, dunque parzialmente inagibile, ma i problemi maggiori riguarderebbero un seminterrato non accessibile agli studenti e per questo va accertata la possibilità di utilizzare la parte della struttura non lesionata.

L’OPZIONE STADIO. Brucchi ha comunque avviato la ricerca di altri spazi dove accogliere i 180 alunni della Risorgimento. Ieri il primo cittadino ha incontrato l'imprenditore Sabatino Cantagalli, proprietario di locali inutilizzati nel complesso edilizio dello stadio di Piano d'Accio. «L'occupazione di quegli spazi rappresenta una soluzione a medio termine», osserva il sindaco, «perché vanno prima attrezzati e adeguati alle esigenze didattiche». Cantagalli, dunque, nei prossimi giorni presenterà uno studio sull'utilizzo dei locali in questione e nel frattempo sarà valutata anche la formula per metterli eventualmente a disposizione del Comune. Come alternativa, durante la commissione, è emersa la possibilità di trasferire gli studenti sfrattati dal sisma nell'ex Parco della scienza, come già avvenuto dopo le scosse di fine ottobre.

INCOGNITA MUSP. La soluzione più immediata è rappresentata dall'arrivo dei Musp, i moduli provvisori a uso didattico, richiesti dal sindaco al commissario per la ricostruzione Vasco Errani e al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. La risposta non è ancora arrivata, ma in ogni caso i prefabbricati saranno assegnati solo per compensare le strutture inagibili e di conseguenza non risolveranno il problema delle scuole con un basso indice di sicurezza. L'annuncio da parte di D'Alfonso che sarà la Regione a pagare, con un mutuo di 30 milioni di euro, le verifiche sismiche nelle strutture scolastiche ancora prive di questa certificazione ha indotto il Comune a bloccare la gara d'appalto per l'individuazione dei tecnici che avrebbero dovuto fare questo tipo di analisi.

IL POLO ASPETTA. Dal governatore è arrivata anche la conferma che il polo scolastico modulare nell’area attigua alla media D'Alessandro sarà finanziato all'80% dalla Protezione civile nazionale e al 20% da fondi regionali. L'intervento segnerà la svolta per le scuole cittadine ma, a differenza di quanto inizialmente previsto, il primo lotto non sarà completato entro settembre. La priorità di finanziamento è stata assegnata, infatti, alla realizzazione di nuovi edifici scolastici a Isola del Gran Sasso e Crognaleto.

Gennaro Della Monica

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