Le testimonianze: «In casa niente estranei»
I racconti di una donna teramana e di una coppia di Garrufo di Sant’Omero avvicinati dai malfattori
TERAMO. Falsi parenti, falsi avvocati, falsi tecnici del gas, falsi caldaisti, falsi assicuratori e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Perché con l’età tutto diventa più difficile e difendersi, soprattutto dalla solitudine, quasi un’impresa impossibile. Ma gli ultimi casi dimostrano come le campagne di prevenzione funzionino e come gli anziani siano pronti a non cadere sempre nelle trappole. Come il caso di A.D., teramana di 80 anni. Quando l’hanno chiamata al telefono dicendole che dovevano consegnare un pacco per il nipote ha risposto: «I miei figli mi hanno detto di non far entrare nessuno e per questo a casa mia non fanno arrivare pacchi. Siete dei truffatori». Racconta la donna: «Mia figlia sono anni che mi mette in guardia e io sono preparata. Per questo so che nessuno fa arrivare pacchi a casa mia. Così quando quell’uomo mi ha telefonato dicendo che stavano arrivando per portarmi un pacco urgente per mio nipote che non poteva pagare e aveva detto di rivolgersi a me ho capito subito che mi volevano truffare e ho detto che avrei chiamato i carabinieri. Prima l’uomo mi ha detto di fidarmi, che quello che diceva era vero e che non c’era niente da aver paura. Ma quando ho nuovamente minacciato di chiamare i carabinieri la conversazione si è interrotta».
Da Garrufo di Sant’Omero un’altra testimonianza. arriva «A papà servono subito 4.800 euro altrimenti sarà denunciato». La voce al telefono è quella del finto nipote che tenta di raggirare la coppia di anziani di Garrufo di Sant’Omero. P.B. e B.D.G., 88 e 84 anni, ricevono la chiamata intorno alle 13.30 e sul momento si allarmano. La voce, molto simile a quella del vero nipote raccontano, spiega che il loro figlio, lontano per lavoro, deve versare immediatamente la somma all’ufficio postale per saldare il conto di acquisti online. Il finto parente fa parlare la coppia, sempre via telefono, anche con il sedicente direttore dello sportello.
È lui a proporsi si passare a casa degli anziani per ritirare la somma, specificando che se non hanno contanti a sufficienza, possono pagare anche con oggetti d’oro. Dopo il primo momento di disorientamento, però, i coniugi ultraottantenni intuiscono che si tratta di una truffa e chiamano in carabinieri. Nella loro abitazione arriva una pattuglia per raccogliere le prime informazioni e a quel punto il piano dei malviventi salta. Probabilmente i truffatori hanno visto i carabinieri e non si presentano per la riscossione. Al vaglio finiscono le immagini delle telecamere della zona per rilevare eventuali movimenti sospetti.(d.p.-g.d.m.)
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