Le vendite per Halloween dimezzate dalla crisi

1 Novembre 2014

TERAMO. Calano gli acquisti di costumi, zucche e cappelli stregati per Halloween. A dirlo sono i piccoli commercianti e il personale dei grandi supermercati della zona, a cui è stato chiesto nei...

TERAMO. Calano gli acquisti di costumi, zucche e cappelli stregati per Halloween. A dirlo sono i piccoli commercianti e il personale dei grandi supermercati della zona, a cui è stato chiesto nei giorni scorsi l’andamento delle vendite sul materiale legato alla ricorrenza di origine celtica. L’avvenimento, che anche ieri ha visto fiorire iniziative ed eventi un po’ ovunque nel Teramano, ha mobilitato soprattutto bambini e ragazzi che si sono divertiti a mascherarsi e, in alcuni casi, a girare per le vie in cerca di dolci ripetendo il tipico ritornello «dolcetto o scherzetto?». Se siano andate meglio le vendite di dolciumi o di maschere non è chiaro, viste le opinioni discordanti degli intervistati. L’unica cosa certa è che gli acquisti sono in calo, anche se non tutti hanno rinunciato a comprare qualcosa proprio per Halloween.

«Si vende, meno dell’anno scorso, ma si vende. Le persone comprano sia le maschere per adulti che per bambini, anche se vanno per la maggiore i dolcetti più che i costumi», spiegano gli addetti alle vendite del supermercato Oasi di Piano d’Accio, «c’è un po’ di tutto con accessori, vestiti, maschere per tutte le età. Non abbiamo fatto nuovi ordini, la merce arrivata è stata esposta». Se ci si sposta in centro storico, si fatica a trovare qualche vetrina dedicata alla notte stregata. In una delle poche cartolerie che espongono costumi a tema, Beverly Hills di San Nicolò, rispondono sconsolati che rispetto all’anno precedente le vendite sono scese in maniera esponenziale. «Se faticano i supermercati, figuriamoci i piccoli venditori al dettaglio», spiega il ragazzo dietro il bancone, «non si vende, la crisi si sente soprattutto sul superfluo». Anche spostandosi nel Conad Leclerc del centro Gran Sasso, equipaggiato con accessori di ogni genere e dolciumi a tema dai colori vivaci che spiccano sugli scaffali, non si trova una situazione molto diversa. «Le vendite ci sono state ma sono in contrazione. Sono andati bene sia i vestiti per bambini che per ragazzi. Per quanto riguarda i dolci, quest’anno neanche le aziende leader del settore come la Ferrero si sono impegnate», dice uno dei responsabili, «negli anni passati c’erano sempre una promoter e uno stand dedicato. La manifestazione si è ridimensionata da sola dopo il boom degli anni ’90. Forse la festa continuerà a riscuotere un certo successo, ma non sono altrettanto sicuro delle vendite sul materiale a tema». (c.d.g.)

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