Le virtù tra rilancio e polemiche

3 Maggio 2021

L’assessore De Sanctis: «Un articolo di Repubblica sul piatto umilia Teramo»

TERAMO. Rispettata anche quest’anno la tradizione delle virtù, preparate, assaggiate e condivise nelle case dei teramani nel giorno del primo maggio. Ma anche sui tavoli all’aperto dei ristoranti di tutta la provincia, presi d’assalto dai clienti per la riapertura della prima festività della zona gialla.
Anche quest’anno, però, il piatto ha generato l’ennesima polemica. A provocarla è stato un articolo di Repubblica dal titolo “Le virtù teramane, una minestra che è simbolo e racconto del territorio”, che cita chef di Civitella del Tronto, Montorio al Vomano e Atri, e segnala anche la rivisitazione di Davide Di Fabio di Bellante con il suo piatto dal nome “7x7=49”, di cui viene riportata la ricetta.
«Quest'articolo è un vero e proprio attentato alla tradizione culinaria della nostra città», polemizza con il giornale l’assessore del Comune di Teramo Ilaria De Sanctis in un messaggio pubblico diffuso sui social, che continua: «Le virtù sono solo di Teramo città. È un articolo umiliante: vengono intervistati ristoratori di altri comuni e nessuno di Teramo». Poi ancora sul titolo dell’articolo: «Le virtù non sono una minestra, non sono una zuppa, le virtù non sono un minestrone. Le virtù sono semplicemente le virtù e sono solo della città di Teramo...in provincia, si mangiano minestre, zuppe e minestroni». (l.t.)
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