Lega e Forza Italia: «Su Gatti non c’è ancora niente di deciso»

I due partiti che nel tavolo di coordinamento avevano chiesto tempo per dire sì al candidato sindaco esprimono dei dubbi. Agli azzurri brucia ancora la ferita della caduta dell’amministrazione Brucchi
TERAMO. Se sulla volontà di correre uniti c'è convergenza, sul nome del candidato sindaco no. O meglio, non c'è ancora piena convergenza sull'unico nome che circola con insistenza come possibile sintesi del centrodestra: Paolo Gatti. La corsa al voto politico del 25 settembre sta facendo slittare incontri e riunioni di coalizione volte a tirare fuori dal cilindro lo sfidante o la sfidante dell'uscente Gianguido D'Alberto, ma i partiti proseguono le loro attività sul territorio in vista delle amministrative di primavera. E il lavoro da fare, con le politiche di mezzo che porteranno a ridefinire equilibri e aspettative, è ancora molto per quel centrodestra che punta a scalzare l'attuale governo della città. A partire dall'unità di intenti sul candidato sindaco.
Sul nome di Gatti c’è stata ampia convergenza nel tavolo di coordinamento di partiti e forze civiche di centrodestra lo scorso 7 luglio. Ma Forza Italia e Lega, i due partiti che quel giorno chiesero tempo per dare il proprio sì, non lo danno per pacifico: e non escludono un proprio nome con il quale correre, per motivi diversi che per i berlusconiani stanno anche nel torto subìto ai tempi del governo di Maurizio Brucchi. Difficile per Forza Italia dimenticare chi fece cadere un suo uomo, difficile far finta di nulla e appoggiare il fautore di quella caduta. Resta, quello di Gatti, comunque «un nome spendibile, ma va trovata la quadra, va motivata questa scelta alla luce di quanto accaduto in passato e va chiarito da chi sarà eventualmente appoggiato Gatti», dice la vice coordinatrice provinciale di Forza Italia Francesca Persia, e aggiunge: «L'appuntamento con le politiche sta facendo slittare i tavoli di confronto sulla questione locale, siamo dunque agli albori di una scelta ed è per questo che non possiamo escludere altre opzioni. Penso a Maria Cristina Marroni, ad esempio. Ma ora la priorità sono le politiche e il programma da proporre per le amministrative: su questo si lavora perché se c'è una cosa certa è che Teramo è in uno stato disastroso e bisogna cambiare rotta. L'obiettivo è farlo con un centrodestra unito», conclude Persia.
Stessa voglia di unità arriva dalla Lega che, parimenti, non dà per scontato il nome di Gatti: «Siamo aperti al discorso Gatti, ma nulla è deciso. Lui stesso ancora non ha dichiarato la sua candidatura», dice Arianna Fasulo, coordinatrice della Lega a Teramo, «il tavolo regionale dovrà confrontarsi sulle possibilità in campo, fermo restando che i vertici del partito sono ora concentrati sulle elezioni di settembre. A stretto giro, però, noi referenti locali della Lega avremo un incontro con Paolo Tancredi, che coordina il tavolo di lavoro del centrodestra per le amministrative, per confrontarci. La priorità, più dei nomi, è il programma», prosegue la coordinatrice, che sottolinea come pur essendo quello di Gatti un nome «prestigioso», la Lega possa vantare «altrettante figure di elevate competenze e serietà: professionisti e personalità note anche per i ruoli che ricoprono con autorevolezza. Penso a Maria Ceci, presidente Ater, e Mirko D'Ignazio, presidente Fira: nomi di indiscusso valore», conclude Fasulo.
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