Lega: «Non c’è declassamento per l’ospedale di Sant’Omero»

23 Giugno 2023

SANT’OMERO. «Chi parla di declassamento strumentalizza la vicenda per mera propaganda politica, in vista delle prossime elezioni regionali. La nuova rete ospedaliera recentemente approvata guarda...

SANT’OMERO. «Chi parla di declassamento strumentalizza la vicenda per mera propaganda politica, in vista delle prossime elezioni regionali. La nuova rete ospedaliera recentemente approvata guarda alla funzionalità di una struttura e di unità operative in grado di assicurare i migliori servizi per i pazienti, senza ridurre il numero del personale». Lo afferma, replicando al centrosinistra sul declassamento dei reparti cardine dell’ospedale di Sant’Omero, il vice segretario regionale della Lega Antonio Zennaro, che continua: «È singolare che proprio una certa politica che ora strilla, solo qualche anno fa, in nome dell’austerità, aveva imposto piani di chiusure e forti ridimensionamenti degli ospedali sul territorio abruzzese, progetti di tagli bloccati grazie al duro e certosino lavoro dell’assessore della Lega Nicoletta Verì e della giunta Marsilio. L’organizzazione sanitaria prevede i posti letto in area funzionale dove accedono più unità operative, pertanto il concetto del vecchio primario, del suo reparto, della sua unità operativa è superato dalla necessità di garantire gli stessi livelli di servizio su tutto il territorio». Secondo Zennaro poco importa al paziente, che chiede una buona sanità, se l’unità operativa si chiama Uos, Uosd o Uoc. «Oggi il presidio ospedaliero Val Vibrata ha due unità operative a gestione universitaria sulla colon/proctologia che si pone tra i principali centri a rilevanza nazionale. Anche il pronto soccorso è gestito da un nuovo dirigente medico di altissimo profilo che arriva da Teramo, e in Radiologia è stato da poco nominato un nuovo responsabile di grande competenza. La Ginecologia e la Chirurgia non subiranno nessun declassamento da un punto di vista funzionale, ovviamente se sapranno continuare a garantire numeri e standard sanitari come quelli di oggi». (a.d.p.)