Legnini: il miglioramento sismico sia obbligatorio con il superbonus

Il commissario interviene alla Giornata nazionale della prevenzione e lancia messaggi al Governo «Lo Stato coprirebbe i costi dei lavori a condizione che si arrivi a un grado di sicurezza elevato»
TERAMO. Il commissario straordinario alla ricostruzione del Centro Italia, l’abruzzese Giovanni Legnini, dopo aver lavorato duro sul post-sisma 2016 con lo snellimento e la semplificazione delle norme, intende lasciare un segno sul problema complessivo della sicurezza sismica nel Paese. Ultimamente, in ogni occasione pubblica nella quale è intervenuto, Legnini è andato al di là delle questioni che riguardano il cratere del Centro Italia lanciando proposte che mirano a un obiettivo ambizioso: la messa in sicurezza di tutto il patrimonio edilizio, quantomeno nelle aree a rischio terremoto del Paese. Ieri il commissario straordinario è intervenuto alla quarta Giornata nazionale della prevenzione sismica promossa da Inarcassa, consiglio nazionale degli Ingegneri e consiglio nazionale degli Architetti: qui ha rilanciato quello che si può definire un suo pallino, il superbonus 110% strutturale nelle aree a rischio, e ha proposto altre norme.
«Oggi», ha detto Legnini, «abbiamo lo strumento del 110% per le ristrutturazioni edilizie e sei ricostruzioni post sismiche in corso. Dovremmo partire da qui per avviare una politica organica e una programmazione, individuando le aree e le risorse per mettere in sicurezza almeno le parti più fragili del Paese. Il 110% è una misura straordinaria che va estesa temporalmente innanzitutto per i territori ad elevato rischio sismico nei quali, rendendo strutturale tale misura, si potrà mettere in sicurezza il patrimonio edilizio privato e pubblico, non solo quello danneggiato dai terremoti».
Legnini è tornato indietro fino al terremoto dell’Aquila del 2009 per dire: «Restando solo agli ultimi dodici anni, la spesa sostenuta o che dovrà essere impegnata dallo Stato per riparare i danni dei terremoti supera i 50 miliardi di euro. Di fronte alla ciclicità degli eventi sismici e all’elevata rischiosità sismica evidenziata dalla scienza, è necessario fare un passo avanti deciso verso una maggior sicurezza, stabilendo un programma di azione e delle priorità», ha aggiunto Legnini, ipotizzando anche una riforma degli strumenti normativi e finanziari a disposizione. «Perché», ha proposto, «non viene reintrodotto l’obbligo del miglioramento sismico come requisito per accedere alle detrazioni del 110%? Lo Stato coprirebbe gli oneri dei lavori, ma a condizione che si arrivi ad un grado di sicurezza elevato degli edifici. Dovremmo approfondire anche il tema dell’assicurazione degli immobili rispetto ai rischi delle calamità naturali, magari prevedendo – a valle degli interventi finanziati dalla ricostruzione post sisma o dal 110% – una forma di assicurazione obbligatoria per i cittadini», ha concluso il commissario.
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