Legnini: subito la centrale unica nazionale

Appello del commissario al Governo: «La legge per la struttura di coordinamento va approvata»
TERAMO. «Dobbiamo arrivare subito ad un unico Codice nazionale per le ricostruzioni, che ne stabilisca modalità di gestione e procedure, con una regia centrale». È il monito lanciato dal commissario per il post-sisma del Centro Italia Giovanni Legnini nel corso del webinar “Ricostruire in Sicurezza” tenuto ieri nell’ambito dell’Earth Technology Expo di Firenze. «A gennaio il Governo, raccogliendo anche il contributo del commissario sisma, di Casa Italia e della Protezione civile,ha varato una legge delega per l’adozione di questo Codice, con la creazione di un apposito dipartimento a Palazzo Chigi», ha evidenziato Legnini, «a quattro mesi di distanza, purtroppo, la legge delega non è ancora incardinata in Parlamento e si restringe sempre di più il tempo utile per varare i provvedimenti entro la fine della legislatura».
Il commissario ha dunque lanciato un «forte appello a Governo, Parlamento e a tutti i soggetti istituzionali, così come alla società civile, perché questo provvedimento trovi attuazione subito, senza ulteriori ritardi». Per Legnini «una struttura centrale per la gestione operativa delle ricostruzioni, dotata di un contingente di personale professionalmente molto qualificato, che si è formato nella gestione di queste operazioni in questi anni drammatici, è essenziale per fornire risposte efficaci, anche a tutela spesa pubblica». Il commissario ha sottolineato la fragilità del territorio nazionale, ricordando le recenti scosse in Toscana e richiamando il fatto che al momento sono in corso sette ricostruzioni, ognuna con proprie regole e procedure differenti. «Dal 1968, anno del terremoto del Belice, ad oggi, l’esborso a carico dello Stato per la ricostruzione degli immobili danneggiati è stato enorme», ha concluso il commissario, «il consiglio nazionale degli ingegneri, sulla base degli atti parlamentari, calcolava nel 2014 un costo complessivo di 121 miliardi di euro. Questa somma, rivalutata ai prezzi correnti, è pari a 159 miliardi di euro, cui si devono aggiungere almeno 27 miliardi di euro per i danni causati dal sisma del Centro Italia del 2016, ed altri 5 miliardi per i maggiori costi del sisma del 2009. In totale, a prezzi correnti, sono 191 miliardi di euro di danni in 54 anni». (g.d.m.)

