Lettera a Speranza: «No allo spostamento dell’ospedale»

18 Aprile 2021

TERAMO. L'ospedale deve restare a Villa Mosca, riqualificando il Mazzini. È il messaggio, corredato dalle dovute spiegazioni, che il coordinamento dei comitati di quartiere di Teramo consegnerà al...

TERAMO. L'ospedale deve restare a Villa Mosca, riqualificando il Mazzini. È il messaggio, corredato dalle dovute spiegazioni, che il coordinamento dei comitati di quartiere di Teramo consegnerà al ministro della Salute Roberto Speranza che domani sarà in visita all'università. Una lettera aperta, che fra i destinatari conta anche il presidente della Regione Marco Marsilio e il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, per spiegare l'inopportunità di dislocare in un' area fuori città il nuovo ospedale e la necessità di valorizzare e migliorare la struttura già esistente a Villa Mosca. «La nostra non è una semplice posizione campanilistica, ma il risultato di un’attenta analisi che parte dal valore degli alti indici di mobilità passiva registrati nella Asl di Teramo», si legge nella lettera indirizzata al ministro, «al riguardo, riteniamo che sia urgente ed indifferibile attuare un’offerta sanitaria migliore, a vantaggio della popolazione, soprattutto quella più bisognosa, con l’attuazione di provvedimenti che favoriscano l’utilizzo di maggiori risorse umane e di tecnologie innovative, piuttosto che la disponibilità di “vuoti” contenitori sanitari spesso risultati inutili». Il coordinamento ritiene che alla città di Teramo spetti un Dea di secondo livello «in modo che si possano migliorare ed implementare le diverse prestazioni specialistiche» e che anziché spendere 300 milioni (con ricorso ad un project financing) per un nuovo ospedale a Piano d'Accio ne basterebbero 130, di cui 82 già disponibili perché «finanziati alla Regione dal Ministero della Salute», per riqualificare e ampliare il Mazzini. La lettera si chiude con una serie di punti volti a sintetizzare la posizione del coordinamento che dice “sì” al riutilizzo delle strutture sanitarie di proprietà Asl già esistenti in città e al riequilibrio territoriale della città; “no” al project financing nella sanità, ad un ulteriore consumo del suolo e alla nascita di «un altro vuoto contenitore». Il coordinamento informa il Ministro anche dei tavoli aperti sul tema, delle iniziative condotte e delle 5mila firme raccolte contro la dismissione del Mazzini. (v.m.)
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