lettera aperta della cgil

9 Aprile 2020

Una lunga lettera in cui la Cgil chiede ai vertici della As «una immediata verifica sull’appropriatezza delle misure messe in campo per ridurre la propagazione di tale virus».Il segretario della Cgil...

Una lunga lettera in cui la Cgil chiede ai vertici della As «una immediata verifica sull’appropriatezza delle misure messe in campo per ridurre la propagazione di tale virus».
Il segretario della Cgil Giovanni Timoteo (nella foto) ricorda che il sindacato aveva chiesto tamponi a tutti i lavoratori che operano nei presidi. Ma «registriamo purtroppo, oramai giornalmente, segnalazioni da parte di operatori sanitari e non, i quali si trovano sempre più spesso a far fronte a criticità, di varia natura, frutto di una impostazione che, spesso appare approssimativa e che ha determinato e rischia di determinare il continuo diffondersi del contagio», osserva Timoteo. Il segretario chiede un confronto con i vertici, che finora è mancato: «avrebbe potuto aiutarci a dare risposta al perché c’è la percezione della mancanza di una linea guida univoca sull’esecuzione del test diagnostico sars-covid2 al personale». Fra le tante obiezioni sollevate dalla Cgil si parla anche di una mancata «specifica formazione a carico degli operatori sanitari che eseguono i tamponi diagnostici» La Cgil avrebbe preferito che li avessero fatti i medici di Malattie infettive. Il sindacato inoltre di chiede se l’analisi dei campioni sia stata chiesta in via prioritario allo Zooprofilattico, visto che passa tempo per le risposte. Critiche anche per la mancanza di dispositivi di protezione individuale «non più accettabile perché determina un profondo e diffuso senso di insicurezza».Altro argomento che la Cgil avrebbe voluto affrontare con i vertici Asl sono gli spogliatoi che si potrebbero creare in ogni reparto, per evitare assembramenti. Secondo Timoteo le modalità operative finora non hanno generato «pur considerando la portata dell’emergenza a cui si cerca di far fronte, quelle risposte che sia gli operatori che la popolazione si attendevano, ma hanno creato in tutti, contrariamente al previsto, nuove e profonde insicurezze».