Lettera di protesta al sindaco: «Musica senza regole di notte»

La denuncia di due imprenditori titolari di un bed and breakfast: «Estate da incubo per i nostri ospiti perché un vicino stabilimento balneare non rispetta le prescrizioni dell’ordinanza comunale»
ROSETO. «Non ce la facciamo più. Per tutta l'estate abbiamo subito la musica ad alto volume fino alle tre di notte, senza regole, con disagi per i nostri clienti, e nessuno ha mai fatto nulla per risolvere la situazione». È lo sfogo di Lucia Simioni, titolare del bed and breakfast “Luci a’mmare” sul lungomare Trieste, che insieme al marito Fernando Rubino ha scritto ieri una lettera aperta al sindaco Mario Nugnes per cercare di trovare un punto di incontro tra il diritto degli stabilimenti di fare musica e il rispetto per il riposo dei clienti del bed and breakfast in vista della prossima stagione estiva.
«A partire dalle 17 e fino a notte inoltrata», si legge nella lettera, «per tutta l’estate e anche la scorsa domenica uno stabilimento di fronte alla nostra struttura ha continuato a proporre musica in violazione alle direttive sindacali, ma anche di quelle del buon senso e della buona educazione». Lo scorso 30 giugno il sindaco Mario Nugnes ha firmato un’ordinanza che stabilisce la musica nei locali e negli stabilimenti fino alle tre di notte e fino al 30 settembre, e controlli più serrati per far rispettare le norme. Nell’ordinanza viene specificato che le caratteristiche degli impianti di amplificazione, diffusione sonora e musicale devono essere tali da garantire il rispetto della quiete pubblica e, in ogni caso, i diffusori collocati negli stabilimenti balneari devono essere rivolti preferibilmente verso il mare, fatte salve soluzioni tecnologiche alternative, e devono essere rispettati, inoltre, i limiti di decibel affinché non si arrechi disturbo all’interno delle abitazioni.
«I giovani rosetani hanno diritto al divertimento e ad ascoltare la musica che più piace loro, ma non a scapito del sonno di turisti, bambini, anziani, persone malate, che vorrebbero godere del riposo notturno», continua la lettera, «questo di tanto in tanto viene negato, per consentire alla direzione del lido di incrementare i ricavi, mettendo in piedi una discoteca a cielo aperto, con tanto di struttura tecnologica e luci stroboscopiche. I lidi sono attenti al rispetto del provvedimento di qualche mese fa del sindaco di Roseto in ordine al prolungamento fino alle tre del mattino dell’orario loro consentito per fare musica. Peccato che non siano così attenti e ossequiosi rispetto a tutte le altre disposizioni vincolanti che la stessa ordinanza ricomprende, e cioè che le casse acustiche non possono essere dirette verso la strada e verso le abitazioni civili, ma vanno rivolte in direzione del mare, e che non può essere superato un certo livello di decibel».
I due chiedono al Comune di far intervenire l’Arta Abruzzo, che potrebbe accertare con rilievi fonometrici il superamento dei limiti di rumore.
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