Leuzzi: «Gesù trasforma la nostra vita»

Il vescovo incontra in cattedrale i giovani della diocesi per la consegna del Vangelo di Marco
TERAMO. «Gesù non fa solo miracoli, trasforma la nostra vita». È il messaggio rivolto dal vescovo Lorenzo Leuzzi, ieri sera in duomo, ai giovani della diocesi. Il presule li ha convocati in cattedrale nel giorno della festa del loro patrono, San Gabriele, per un gesto simbolico che li accompagnerà durante la quaresima: la consegna del Vangelo di Marco. Leuzzi ha chiesto ai giovani di leggerlo e rifletterlo per prepararsi alla Pasqua.
Proprio sul racconto fatto dall’evangelista della guarigione di un sordomuto da parte di Gesù il vescovo ha incentrato la sua omelia. «Quante volte il Signore ci ha parlato e non l’abbiamo ascoltato», ha fatto notare, «o ci ha invitato a parlare, ma la nostra lingua era bloccato». La quaresima, dunque, ha ricordato Leuzzi deve essere un percorso di conversione e di avvicinamento alla principale festa della cristianità. «Per comprendere meglio il mistero dobbiamo partire insieme», ha evidenziato il presule, «seguire tutte le tappe del cammino di Gesù fino alla Pasqua». Leuzzi ha sollecitato i giovani che hanno raccolto il suo invito a soffermarsi, come momento di avvio della riflessione personale, sul primo versetto del Vangelo di Marco. Il vescovo ha sottolineato anche che il testo dell’evangelista, scelto come dono in vista della Pasqua, è «breve ma intenso», denso di significato. L’immagine evocata dal presule durante l’incontro di ieri sera è stata anche quella del centurione romano che si converte ai piedi della croce dopo aver assistito alla Passione di Gesù.
Il momento di preghiera è riflessione di ieri sera in cattedrale è coinciso anche con la divulgazione del messaggio del vescovo ai fedeli della diocesi per la quaresima. Nel testo Leuzzi fa riferimento in particolare alla carità. «Non è un gesto o un’opera, ma è la via per promuovere nel mondo la dignità trascendete di ogni uomo», scrive citando Papa Francesco, «volgendo lo sguardo al Crocifisso il nostro cuore e la nostra mente devono dilatarsi a tutta la società nella quale siamo inseriti». Il vescovo si richiama in particolare la «carità samaritana» e fissa un appuntamento per l’11 marzo. Dopo le “24 or e per il Signore” dei due giorni precedenti, quella sarà la “Domenica della Carità” nella quale le offerte raccolte nelle messe saranno destinate all’Emporio della solidarietà gestito dalla Caritas. Alle 15 di quello stesso giorno, poi, nella parrocchia del Sacro cuore a Roseto si terrà un incontro sul tema: “La carità samaritana: originalità e prospettive”. (g.d.m.)
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