Liberati torna a casa tra sorrisi e code polemiche

L’ultimo marittimo rimasto in Gambia ha riabbracciato i familiari ieri pomeriggio: «Abbandonato dalle istituzioni»
SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Dopo sei mesi di soggiorno obbligato in Gambia Massimo Liberati è finalmente a casa. L’ufficiale di macchina sambenedettese della motonave Idra Q., sequestrata sei mesi fa dalle autorità del paese africano, è arrivato alle 15.30 nella sua abitazione a in via Fusinato, al Paese alto, dove ad attenderlo c’erano cronisti, telecamere e tanti amici. È sceso dall'auto con un sorriso e ha detto ai presenti davanti ai microfoni: «Sto bene, sono felice». La settimana passata in carcere a Banjul è lontana ma il ricordo ancora vivo: «È stata una passeggiata», ironizza, ma ora l'odissea iniziata con il sequestro dell’Idra Q è finita e lui si sente di ringraziare soltanto la società armatrice, la Italfish con sede a Martinsicuro, che gli ha permesso di tornare in libertà pagando una cauzione. Non fa riferimento a cifre, ma tra dissequestro della nave, cauzioni per il motorista e il capitano Sandro De Simone, la vicenda Idra Q sarebbe costata agli armatori una cifra che si aggira intorno al milione di euro. Poi il momento atteso da nove mesi, da quando è partito per la battuta di pesca, ha citofonato al portone e ha detto al figlio: «Bello di babbo non scendi?» Poi l’abbraccio liberatorio con figlio e moglie. Ora Liberati vuole solo riposare e di certo «non incontrare il sindaco di San Benedetto». «Tutte le istituzioni, dalla prima all’ultima», ha aggiunto polemicamente, «non hanno fatto nulla. Hanno parlato di me solo sotto elezioni», una pubblicità che sicuramente non ha gradito.
Sandro Di Stanislao
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