Liberato l’imprenditore Palumbi

Revocati i domiciliari al costruttore accusato di corruzione nella maxi inchiesta sul Comune di Ancona
TERAMO. L’imprenditore teramano Carlo Palumbi, coinvolto nella maxi inchiesta su un presunto giro di appalti e tangenti al Comune di Ancona, torna libero. Dopo un mese e mezzo di arresti domiciliari il gip del tribunale dorico Sonia Piermartini ha revocato il provvedimento accogliendo l’istanza presentata dai suoi legali, gli avvocati Gennaro Lettieri e Renzo Di Sabatino.
Palumbi, finito ai domiciliari insieme ad altri imprenditori, nel corso dell’interrogatorio di garanzia di un mese fa ha respinto con forza l’accusa di corruzione sostenendo di essersi trovato in una situazione in cui avrebbe subito comportamenti altrui. Secondo l’accusa della Procura l’impresa edile Procaccia di Palumbi si sarebbe aggiudicata l’appalto per la realizzazione dei lavori di riqualificazione del Passetto (un’area verde della città marchigiana) con un ribasso d’asta del 25.654% per un importo complessivo dei lavori pari a 418.115,60 euro. «Nella fase di esecuzione dell’appalto la società del Palumbi risultava affidataria di ulteriori lavori attraverso l’indebito ricorso a varianti in corso d’opera rispetto all’oggetto dell’appalto» si legge a questo proposito nell’ordinanza in cui il gip mette in collegamento gli appalti «con utilità non meglio precisate» che il geometra del Comune di Ancona Simone Bonci – considerato dagli investigatori il deus ex machina del presunto giro di appalti e mazzette da qualche giorno ai domiciliari dopo un periodo in carcere – avrebbe ricevuto dall’imprenditore teramano. E’ ipotizzabile che la Procura dorica entro breve decida di chiedere il giudizio immediato per gli arrestati.
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