Libri e quadri abbandonati: nasce commissione per salvarli

8 Gennaio 2022

È l’idea dell’assessore alla cultura Luciani dopo l’interrogazione presentata dal consigliere Di Marco Nel 2016 il prezioso materiale venne traslocato dalla Villa e resta parcheggiato in diverse strutture

ROSETO. «Auspico che si possa costituire a breve una commissione consiliare ad hoc, magari presieduta dal consigliere William Di Marco, che possa fare chiarezza su quanto accaduto in fase di trasloco dei lasciti custoditi fino al 2016 nella villa comunale». È l'obiettivo dell'assessore alla cultura, Francesco Luciani, in seguito all'interrogazione presentata nel consiglio comunale del 21 dicembre dal consigliere d’opposizione e capogruppo di “Identità culturale rosetana”, William Di Marco, in merito ai lasciti, costituiti da volumi e monumenti, sparsi sul territorio comunale. Cinque anni fa, con una delibera del consiglio comunale del 19 luglio 2016, il trasloco delle opere dalla Villa per permettere di eseguire i lavori è stato fatto senza una direttiva ben precisa, e i preziosi libri e altre opere sono attualmente abbandonati in vari luoghi del territorio, dall'autoporto a Montepagano.
Questa situazione critica era già stata sollevata oltre un anno fa dallo storico Mario Giunco, ex responsabile dell’ufficio cultura, sport e turismo, che per tanti anni ha custodito il patrimonio storico e culturale, catalogandolo minuziosamente, nella villa comunale di Roseto. Nel 2016 la Villa è stata chiusa per i lavori di adeguamento sismico (quasi conclusi ora) e tutto il materiale presente all’interno tra libri, quadri, documenti e mobili, è stato trasferito e dislocato in vari edifici del territorio comunale e non. Al piano terra, vicino all’entrata, c’era la biblioteca Scialletti, e di fronte, in tre stanze, c’era la pinacoteca. Al piano superiore invece c’era l’ufficio cultura che comprendeva la biblioteca dello spettacolo, la biblioteca del dialetto, la biblioteca D’Ilario, preziosissima, e poi la biblioteca di Mario Vecchioni, studioso di D’Annunzio, anch’essa importante. Nel 2016 tutto ciò è stato messo insieme alla rinfusa dentro gli scatoloni e trasportato in vari edifici. La biblioteca Scialletti ad esempio, acquistata dal Comune di Roseto nel 2002 per la somma di 60 milioni di lire, che raccoglie oltre 1.600 volumi e racconta l’evoluzione culturale di una famiglia di notabili che ha dato alla città maestri, avvocati, prelati, farmacisti e un sindaco, Vincenzo Scialletti, che guidò Montepagano all’inizio del 900, è al Cisia di Mosciano, mentre i quadri sono custoditi a Villa Paris. Tutti gli altri libri e documenti sono stati portati negli scatoloni all’ex scuola elementare di Montepagano, ma la parte più preziosa è finita all’autoporto nella casa verde che si vede dalla statale 150, dove sono state messe anche le poltrone blu della Villa e parte del materiale cartaceo.
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