Lido La Lucciola nel degrado «Serve una nuova gestione»

Lo stabilimento che fu simbolo della spiaggia rosetana ospita festini alcolici ed è pieno di rifiuti Di Girolamo: «Spero che all’impegno di D’Alfonso a restituirlo al Comune seguano atti celeri»
ROSETO. Da stabilimento balneare simbolo del litorale rosetano ad area abbandonata al degrado. A breve però potrebbero esserci novità positive per il lido La Lucciola, stando a quanto garantito lunedì dal governatore Luciano D’Alfonso.
La struttura da diversi anni è di proprietà della Regione, che assegna la gestione temporanea anno per anno, con bandi spesso fatti all'ultimo minuto che non inducono nessuno ad investirvi, come accaduto la scorsa estate. Da qualche mese inoltre si è trasformata in un’area dismessa, piena di mozziconi, cartacce e bottiglie gettate in ogni dove. Dalla mattina alla sera è costantemente occupata da giovani e meno giovani. Una sorta di luogo d’aggregazione e questo non sarebbe neanche male, considerato che non ce ne sono tanti a Roseto. Purtroppo però non è solo un innocente rifugio per chi marina la scuola, dà i suoi primi baci o trascorre il pomeriggio giocando a carte e scambiando opinioni con i propri amici. L’area si presta anche come location dove persone di varie età interagiscono bevendo alcolici e fumando spinelli. Basta passeggiare nei paraggi per trovare i residui di questi “festini” davanti agli occhi e sotto ai piedi. Camminando è quasi inevitabile trovarsi schegge di vetro incastrate nelle suole delle scarpe. I frammenti sono pressoché ovunque, sulla passerella e soprattutto nelle vicinanze dei giochi per bambini, con le bottiglie vuote che fanno da cornice agli scivoli. Inoltre, a detta di qualcuno, ci sarebbe chi scavalca l’arrugginito cancello che separa il lido dalla scalinata che porta al piano rialzato. C’è chi giura di aver visto più volte ragazzi seduti sul balconcino, la cui attuale consistenza sarebbe da verificare.
Di certo oggi il lido La Lucciola non è uno dei luoghi più sicuri per vivere attimi di relax, ma il Comune non vuole più restare a guardare. Il sindaco Sabatino Di Girolamo si è recato in Regione il 19 gennaio per sollecitarla a trovare una soluzione al più presto, affidando la gestione prima dell’avvio della stagione estiva. Il tema è stato poi ripreso nell’incontro istituzionale che ha visto il presidente Luciano D’Alfonso recarsi per la prima volta, da quando guida la giunta regionale, a Roseto. Il governatore ha garantito che lo storico stabilimento tornerà nelle mani del Comune, non avendo la Regione alcun interesse a mantenere la proprietà di beni improduttivi. «Il presidente è stato netto e la cosa mi ha un po’spiazzato», confessa il sindaco, «mi auguro che al suo impegno seguano atti amministrativi celeri, così da arrivare prima di giugno con la concessione già operativa. Diventerò molto più insistente con il dirigente regionale, avendo avuto il nulla osta del governatore».
Di Girolamo ha anche ipotizzato che la Regione possa imporre un vincolo di destinazione, come l'obbligo di trasferirvi l’ufficio Iat o la guardia medica turistica. La buona volontà dell'amministrazione nel porre fine a questa lunga telenovela sembra non mancare, ma la risoluzione della problematica è più urgente di quanto qualcuno voglia far credere.
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