Limoncelli: «Pubblico confronto con Marsilio»

Lo storico uomo di cultura invita il governatore: «Una follia il progetto di Piano d’Accio»
TERAMO. «Sono pazzi. Bisogna battersi per scongiurare il folle progetto di costruire il nuovo ospedale a Piano d’Accio». Come sempre diretto, interviene nel dibattito Pasquale Limoncelli, presidente della Casa della Cultura “Carlo Levi”. Il gallerista e organizzatore culturale, personalità autorevole nel panorama cittadino dall’alto dei suoi 90 anni e oltre un sessantennio di militanza culturale e civile, ha inviato una raccomandata al presidente della Regione Marco Marsilio invitandolo a Teramo per un confronto pubblico. «La Casa della Cultura, interpretando i sentimenti dei teramani e delle tante associazioni che da mesi raccolgono firme contro il progetto di costruire il nuovo ospedale a Piano d’Accio», si legge nella lettera data anche ai giornali, «invita lei, gli assessori, i consiglieri teramani a un pubblico dibattito. D’accordo con le autorità convocheremo i cittadini nel cineteatro Comunale non appena lei indicherà la data». Nella raccomandata Limoncelli ricorda a Marsilio che chi detiene il potere è tenuto a comportarsi democraticamente: «Con tutto il rispetto dovuto alla sua carica» prosegue il testo, «La prego vivamente di non rifiutare l’incontro con i teramani che lo hanno votato e in particolar modo con chi la pensa diversamente da lei».
In attesa della risposta del presidente regionale, Limoncelli è deciso a dar battaglia e invita alla mobilitazione «cittadini, dirigenti di partito e di associazioni e quanti sono disposti a contribuire alla preparazione di una manifestazione cittadina per scongiurare un ulteriore impoverimento di una città che vanta una storia secolare». Chi vuole aderire all’appello trova Limoncelli nei giorni feriali dalle 16 alle 19.30 nella Casa della Cultura, in via Comi 24. «Perché costruire un nuovo ospedale fuori città? Una persona anziana come ci arriva? Inoltre la nuova struttura occuperebbe terreni di privati, che quindi andranno acquistati», fa notare ancora Limoncelli, «se proprio occorrono nuovi spazi, a fianco del Mazzini c’è una vasta area per il parcheggio, inoltre ci sono le strutture a Casalena, di proprietà della Asl. Piuttosto si deve assumere, il Mazzini è carente di personale, medici, infermieri. L’importante non è costruire un nuovo ospedale ma eliminare il disservizio, con attese di mesi per visite ed esami».
Anna Fusaro
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