«Liquidati solo 16mila euro di indennità»

Il presidente del consorzio Piomba-Fino sulle polemiche per i compensi: abbiamo risanato i conti
ATRI. Sulle polemiche scatenatesi nei giorni scorsi sui compensi e indennità che il Cda del “Piomba Fino” si è recentemente attribuito, arriva la replica del presidente del consorzio Alessandro Italiani. «Non risulta vero che il Cda si attribuisce compensi da solo. La riattivazione dell’indennità avviene per volontà dell’assemblea dei sindaci e per atto del direttore. Non risulta vero che siano stati liquidate 50mila euro che rappresentano la somma complessiva maturata dagli amministratori per le indennità non corrisposte in circa due anni, sono state liquidate solo le somme riferite all’anno 2014, per un totale complessivo di 16.650 euro».
Italiani fa notare che «il consiglio d’amministrazione del Piomba Fino è impegnato in una costante attività diretta a garantire il buon funzionamento dell’ente, che opera anche in ragione di attività economico-ambientali proprie in grado di essere anche autosufficienti sul piano economico, come testimonia anche la riduzione costante dei costi di gestione, inoltre offre servizi agli enti consorziati, come la gestione delle discariche (vecchio e nuovo bacino), e fa investimenti per dotare il comprensorio di impianti più efficienti per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani».
Gli attuali amministratori – continua il presidente - hanno azzerato il debito del consorzio che aveva dal 2006 una perdita costante di circa un milione di euro. Nel 2016 la perdita di esercizio sarà uguale a zero. «Le perdite prima erano a carico dei cittadini, oggi non più», osserva il Italiani, «ad esempio il Comune di Atri, bilanci alla mano, nella gestione Italiani, ha risparmiato circa 425mila euro. Più o meno lo stesso importo negli altri Comuni. Gli attuali amministratori hanno riaperto la discarica, aderito alla piattaforma “Rifiuti Zero”, hanno ottenuto fondi dalla Regione per due centri di raccolta (di cui uno in Atri) hanno risolto la vertenza debitoria con Deco evitando la fine di Cirsu. Il consorzio è tornato ad essere una risorsa per i Comuni e da quando è stato istituito, tutti gli amministratori succedutisi hanno percepito giustamente le indennità senza addentrarci in ricordi che potrebbero rivelare sorprese. Questo Cda conclude Italiani - ha da sempre rivolto lo sguardo al futuro e mai al passato. Ora valuteremo tutte le strade ulteriori, qualora esistenti, al fine di dissipare ogni altro eventuale o strumentale dubbio in merito in modo trasparente cosi come lo sono state le delibere assembleari e le determine direttoriali».
Domenico Forcella
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