Lite a colpi di acido, a processo i due imprenditori teramani

Il giudice rinvia a giudizio per lesioni Aldo Di Francesco e Carlo Cerino, il primo sarà parte civile La violenta colluttazione due anni fa a Piano d’Accio per una questione legata a un maneggio
TERAMO. Sarà un processo ad accertare la verità. Almeno quella giudiziaria. Così ha stabilito il giudice per le udienze preliminari Marco Procaccini che ieri mattina ha rinviato a giudizio Aldo Di Francesco, 59enne immobiliarista ed ex editore televisivo teramano, e Carlo Cerino, costruttore teramano di 55 anni. Il caso è quello della violenta colluttazione a colpi di acido che i due ebbero nel gennaio del 2019 a Piano d’Accio sembra per una questione legata a un maneggio (vicenda su cui è aperto un altro procedimento). Per entrambi l’accusa è quella di lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma impropria. A differenziarla è che le lesioni che Cerino avrebbe inflitto a Di Francesco con una sostanza acida e un punteruolo sono rubricate come gravi a differenza di quelle che sarebbero state cagionate, secondo il pm con le stesse armi, da Di Francesco. Così, dunque, ricostruisce la Procura nella richiesta di rinvio a giudizio firmata a conclusione di un’indagine svolta con svariati accertamenti tecnici, a cominciare da quelli fatti dalla polizia scientifica. Il fatto avvenne senza la presenza di testimoni e i due hanno dato versioni completamente diverse e contrastanti.
Cerino ha sempre sostenuto di aver visto arrivare Di Francesco nella sua proprietà con una bottiglietta di acido e un punteruolo e di essersi difeso dall’aggressione del conoscente chiudendogli lo sportello dell’automobile addosso, per cui l’acido sarebbe finito sul volto di Di Francesco procurandogli un’ustione alla regione oculare. Ne sarebbe seguita una colluttazione in cui Di Francesco avrebbe colpito Cerino con un punteruolo. L’ex editore, invece, sostiene di essere lui l’aggredito.
Nel corso dell’udienza preliminare è stata ammessa la costituzione di parte civile di Di Francesco nei confronti di Cerino mentre Cerino non si è costituito. Il giudice ha disposto le trascrizioni di alcune intercettazioni allegate al fascicolo della Procura (il pm titolare del caso è Silvia Scamurra). La prima udienza del processo è fissata per il 19 ottobre. Così scrive il pm nella richiesta di rinvio a giudizio per Cerino: «Avendo ingaggiato una colluttazione con Di Francesco, attingendolo al volto e in più parti del corpo con sostanza acida, colpendolo ripetutamente con un punteruolo e sferrando dei pugni mentre erano a terra gli cagionava lesioni personali gravi». Per Di Francesco scrive: «Avendo ingaggiato una colluttazione con Carlo Cerino attingendolo al volto e in altre parti del corpo con una sostanza acida, sferrandogli un colpo con un punteruolo (che lo feriva alla mano destra) sferrando dei pugni mentre erano a terra gli cagionava lesioni personali».
Di Francesco è difeso dall’avvocato Gianni Falconi, Cerino dall’avvocato Francesco Ulbar.
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