Lite con l’acido, Di Francesco non risponde

L’imprenditore convocato dal pm che indaga sulla violenta discussione, attesi nuovi interrogatori
TERAMO. Il pm Silvia Scamurra lo ha indagato per lesioni e ieri pomeriggio lo ha convocato in Procura, ma l’imprenditore ed ex editore di Teleponte Aldo Di Francesco (assistito dall’avvocato Gianni Falconi) si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il passaggio, a cui prossimamente faranno seguito altri interrogatori, scandisce un’altra tappa delle indagini che investigatori e inquirenti stanno portando avanti sulla violenta lite con acido muriatico tra Di Francesco e il costruttore Carlo Cerino. L’aggressione, alla quale non erano presenti testimoni, si è verificata a fine gennaio: all’epoca Di Francesco venne ricoverato nel reparto di oculistica per ustioni agli occhi con una prognosi di trenta giorni, mentre Cerino venne dimesso con una prognosi di 20 giorni. Per quell’episodio entrambi hanno presentato querela. Secondo la versione fornita all’epoca da Cerino alla squadra mobile quel giorno lui avrebbe visto Di Francesco arrivare in auto davanti al deposito di una sua attività e avrebbe notato la bottiglietta e il punteruolo nelle mani dell’altro. Nel momento in cui Di Francesco avrebbe cercato di uscire dalla vettura lui, per difendersi, avrebbe chiuso di colpo lo sportello dell’auto che sarebbe finito contro l’altro colpendolo e facendogli rovesciare addosso la bottiglietta con l’acido. In quei concitati minuti Di Francesco, sempre secondo la versione dell’altro, sarebbe uscito dalla macchina, tra i due ci sarebbe stata una colluttazione e Cerino sarebbe stato colpito con il punteruolo ad un braccio. Diversa la versione fornita, sempre all’epoca, da Di Francesco che ha raccontato di essere stato aggredito dall’altro che gli avrebbe lanciato l’acido. Successivamente hanno presentato uno denuncia contro l’altro. (d.p.)
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