Lite per una donna, spara all’amico-rivale
Muratore di 25 anni esplode tre colpi di fucile e ferisce a una caviglia un compaesano 24enne, poi si costituisce
ATRI. La rabbia ha cancellato un’amicizia di anni, cementata da una passione in comune, la caccia. Una rabbia cieca che dopo un litigio l’ha portato ad aspettare l’amico sotto casa e a sparargli, proprio con quel fucile con cui erano andati a caccia al cinghiale tante volte insieme.
E’ accaduto a Fontanelle di Atri, poco dopo la mezzanotte fra venerdì e sabato. Già intorno alle 20 c’erano stati i primi forti attriti: Giuseppe Mattucci, muratore di 25 anni, aveva avuto un litigio acceso con A.A., anche lui operaio edile, di 24 anni, vicino al bar del paese. Fondamentalmente sarebbero due i motivi di contrasto: l’interesse per una donna e dissidi sull’attività di caccia.
I due ormai ex amici non sono riusciti a trovare un punto di intesa, e si sono lasciati bruscamente. Ma evidentemente per Mattucci non era finita lì. E’ tornato a casa, ha preso il fucile semiautomatico che deteneva con regolare licenza essendo un cacciatore, è salito in macchina e ha aspettato che A.A. rientrasse a casa. Il 25enne si era appostato nei paraggi e quando intorno a mezzanotte il 24enne è tornato a casa – dove abita con la compagna – ha visto l’auto dell’amico e subodorando qualcosa non si è fermato. Ma Mattucci ha acceso l’auto, l’ha inseguito e all’altezza della rotonda di Fontanelle bassa ha sparato tre colpi. Due con cartucce a pallini e uno a pallettoni. Proprio quest’ultimo colpo ha preso A.A. al collo del piede sinistro.
Mentre il 24enne chiedeva aiuto, il 25enne è tornato a casa, dove abita con i genitori. Qui ha lasciato il fucile e ha riflettuto sulla gravità del gesto appena compiuto. E così, mentre A.A. veniva portato d’urgenza in ospedale ad Atri, Mattucci andava a costituirsi al commissariato di polizia. I poliziotti hanno raccolto la sua deposizione e hanno sequestrato, nell’auto con cui si è recato al commissariato, tre bossoli. Intanto sono iniziate le indagini, condotte insieme ai carabinieri della stazione di Atri e del reparto operativo, che a casa hanno sequestrato il fucile. In nottata il sostituto procuratore di turno, Davide Rosati, si è recato sul posto dell’aggressione e ha condotto l’interrogatorio di Mattucci, che ha negato di voler uccidere A.A.. Rosati ha contestato al 25enne il tentato omicidio non tanto per la gravità delle lesioni riportate dal ferito, ma per la pericolosità del gesto: avendo sparato su una macchina in movimento i colpi avrebbero potuto anche ucciderlo. Le indagini comunque proseguono: vengono sentiti i conoscenti per capire meglio le motivazioni dell’accaduto. Intanto ieri Mattucci è stato richiuso al carcere di Castrogno. Domani si terrà l’udienza di convalida, probabilmente da remoto. In queste ore A.A. sarà operato alla caviglia.
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