Lo riprende in casa dopo le botte: il figlio picchia ancora la madre

1 Settembre 2024

Castelnuovo, lui aveva avuto il divieto di avvicinamento dopo una denuncia ma lei lo ha riaccolto La donna è stata colpita con pugni e calci ed è finita al pronto soccorso, l’uomo è stato arrestato

CASTELNUOVO VOMANO. L’aveva già maltrattata e picchiata a tal punto che la mamma lo aveva denunciato e per lui era scattato il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna. Ma per una mamma non è mai facile scegliere di non vedere un figlio. Così lei ha acconsentito che tornasse a vivere sotto lo stesso tetto e lui, trentenne già conosciuto alle forze dell’ordine, ha ripreso ad aggredirla.
Questa volta l’ha colpita a calci e pugni mandandola in ospedale dove l’hanno dimessa con una prognosi di cinque giorni. Così è scattata la richiesta di misura cautelare che è stata accolta dal giudice: un trentenne di Castelnuovo Vomano è finito in carcere con la pesante accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Il caso era scoppiato già nei mesi scorsi quando il nome dell’uomo era finito in un rapporto dei carabinieri in Procura dopo la denuncia della mamma. La donna, ormai esasperata, aveva raccontato ai militari di essere stata più volte malmenata dal figlio soprattutto per richieste di soldi. Maltrattamenti che nel tempo sarebbero diventati sempre più frequenti.Per l’uomo, disoccupato, era stato disposto il provvedimento di allontanamento dall’abitazione e dai luoghi frequentati dalla donna. È andata avanti fino a qualche settimana fa quando l’uomo ha chiesto di poter tornare nuovamente a casa. La mamma lo ha lasciato rientrare e lui ha ripreso a picchiarla.Ancora un caso da Codice Rosso, dunque, nel lungo elenco di episodi a fare la statistica nel Teramano. Da giugno ad ora i carabinieri hanno eseguito 11 misure cautelari di divieto di avvicinamento nell’ambito di altrettanti procedimenti avviati con il Codice Rosso, la legge approvata nel 2019 e rafforzata nel 2023 che tutela le vittime di violenza, maltrattamenti e atti persecutori imponendo soprattutto tempi veloci di intervento per garantire il più possibile condizioni di sicurezza alle parti offese. Perché parlare non è mai facile e trovare il coraggio di denunciare lo è ancora meno.(d.p.)