Lo sfogo di un prete: «Per noi ripartire è difficile»

Don Ennio Di Giovanni, parroco di Castellalto, accusa: «C’è confusione, non sappiamo come dobbiamo comportarci»
CASTELLALTO. «La ripartenza delle celebrazioni è una confusione amara. Ci dicono che alle parrocchie sono giunte risorse per duemila euro. Ma dove sono i soldi venuti dall’otto per mille? Sto telefonando in curia da una settimana intera, non riesco a parlare con nessuno». Lo sfogo è di don Ennio Di Giovanni, parroco di Castellalto. Il sacerdote pone il problema suo e di altri che hanno da riaprire, rispettando le norme di sicurezza anti-Covid, non solo una chiesa parrocchiale, ma altre più piccole nelle frazioni. «Che debbo fare? Devo pensare solo alla chiesa parrocchiale o anche alle altre due chiese? Non ho risposta», riprende don Ennio, che pone il problema di quando arriveranno i soldi e se nei tempi giusti. L’ultima parola, sottolinea il parroco di Castellalto, spetterà al vescovo Lorenzo Leuzzi, verso il quale i toni del sacerdote sono polemici. «Venga lui (il vescovo, ndc) nella mia parrocchia, senza casa parrocchiale, con tre chiese. Devo fare sette chilometri da casa per andare a celebrare nella parrocchia più vicina, che è Villa Torre. Quante persone verranno? Nella mia parrocchia la situazione è grave. Le persone vengono poco». Don Ennio afferma che sono alti i costi per sanificare e pulire le chiese e fa notare che l’alcol denaturato va a dieci euro al litro (dieci volte il prezzo pre-Covid). «La diocesi», continua, «doveva organizzarsi meglio, non basta mandare solamente gli appunti, è ora che il vescovo e i suoi collaboratori ci chiamino di persona. O meglio, il vescovo deve andare lui a trovare i sacerdoti in difficoltà per aiutarli».
Don Ennio non si perde d’animo e dice che andrà avanti, forte anche del fatto che, essendo pensionato di scuola, vive una condizione più tranquilla rispetto ad altri sacerdoti, per cui utilizza parte della pensione da insegnante di religione per sostenere le spese della parrocchia. «Confido nel Signore. Per quanto riguarda il rapporto con i miei superiori e la mia fiducia in essi, come del resto quella in questo Governo, è zero», dichiara infine don Ennio, che si definisce «prete esiliato» e «attualmente in prigione perché scomodo».
Alex De Palo
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