Lo stabile è bloccato Non apre il centro per ragazzi autistici

17 Gennaio 2015

Penna Sant’Andrea, la Asl è pronta a partire ma il Comune attende che venga riconsegnato dalla Fondazione Cireneo

PENNA SANT’ANDREA. Centro per adolescenti autistici: c’è un problema burocratico da risolvere, poi la Asl è in grado di aprirlo in tempi brevi. E’ questa la risposta all’accorato appello di Dario Verzulli dell’Autismo Abruzzo onlus che sul giornale di ieri ha segnalato i forti disagi degli adolescenti autistici teramani, costretti ad andare ogni giorno all’Aquila perchè in provincia non c’è un centro adeguato che possa curarli.

«Siamo in attesa che il Comune di Penna Sant’Andrea ci dia la struttura», spiega Valerio Profeta, direttore del dipartimento di assistenza sanitaria territoriale, «appena il Comune rientra in possesso dello stabile facciamo l’atto per il comodato d’uso. Il centro è già stato inserito nel piano delle strutture residenziali e semi residenziali della Regione, per cui è necessaria solo un’ultima autorizzazione e poi possiamo iniziare. Lo stabile già fu ristrutturato per un centro diurno: dal punto di vista edilizio è a norma. Ovviamente poi sarà necessario individuare del personale, ma questo si può fare solo dopo l'ok all'apertura».

Il nodo da sciogliere, dunque riguarda lo stabile. «Venne dato in comodato alla Fondazione Cireneo quasi 8 anni fa», spiega il sindaco di Penna Sant’Andrea, Severino Serrani, «ed è stato usato solo due mesi, a seguito bando regionale per avviamento al lavoro ragazzi autistici, da maggioa luglio 2014.

Già quando ero assessore abbiamo scritto alla Asl mettendo a disposizione lo stabile gratuitamente per aprire un centro per l'autismo. A fine settembre la Asl ha deliberato l'apertura del centro. In seguito, ai primi novembre, c’è stata un’interrogazione in consiglio regionale in cui Giorgio D'Ignazio chiedeva alla Regione che fine ha fatto il centro. L’assessore Paolucci ha risposto che sarebbe stato aperto entro un anno. Nel frattempo il Comune ha richiesto i locali alla Fondazione Cireneo, siamo in attesa che li riconsegnino. Se si vuole il bene di queste famiglie, spero che non vengano frapposti ostacoli. E anzi che la riconsegna avvenga in tempi brevi». La speranza è dunque che non sorgano intoppi.

Con il centro la Asl riuscirebbe infatti a offrire un’assistenza completa agli autistici. Attualmente dei bambini fino a 12 anni si occupa l’Anffas nel centro di via Taraschi. Un centro che viene autorizzato anno per anno e che dovrebbe avere un accreditamento definitivo dalla Regione. In realtà il progetto aziendale prevede che dai 18 ai 72 mesi l’assistenza venga fornita nel centro di via Taraschi, ma che dai 7 ai 14 anni venga gestita in proprio dalla Asl, in questo modo l’Anffas potrebbe dedicarsi ai bambini fino a 6 anni, aumentando anche il numero (attualmente ne tratta 36). Già attualmente c’è una collaborazione stretta fra Anffas e la Neuropsichiatria infantile che stabilisce gli ingressi al centro e fa un monitoraggio dell’attività. «Vogliamo che trattamento sia il più possibile elevato», spiega Profeta, «i disturbi dello spettro autistico si presentano in maniera multiforme. Ci sono bambini che se trattati in fase precoce in modo intensivo, cioè un'ora e mezza al giorno, possono guarire».

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