«Lo studio sull’ospedale costiero è solo una manovra diversiva»

4 Novembre 2017

Il comitato per la salvezza del presidio giuliese insoddisfatto per l’incontro col governatore D’Alfonso «È stato solo una melina in attesa delle future elezioni, intanto noi rimaniamo senza primari» 

GIULIANOVA. Una melina in attesa di nuove elezioni, la riprova di una politica lontana dal popolo. Così il comitato intercomunale, nato per la salvaguardia dell’ospedale costiero, giudica l’esito dell’incontro del 30 ottobre scorso tra il governatore Luciano D’Alfonso e il tavolo tecnico comunale presieduto dal sindaco Francesco Mastromauro, sul futuro dell’ospedale giuliese.
«Il comitato non è stato invitato nonostante rappresenti una forza popolare che raccoglie le volontà e le adesioni di migliaia di utenti dell’area vasta», si legge in un comunicato, «ma non ci rammarichiamo perché il nostro unico scopo è quello di sensibilizzare la collettività su un problema che stava passando in sordina. Ora non possiamo più stare fermi e facciamo appello a tutte le forze politiche, associative e alla società civile affinché il problema venga affrontato a dovere, e si possa concertare tutti insieme le azioni necessarie per fermare questo massacro». I rappresentanti del comitato, che hanno sempre dichiarato di non avere fiducia nei tavoli istituzionali, ritengono che lo studio commissionato al manager Roberto Fagnano sia un gioco teso a fare melina in attesa delle future elezioni regionali del 2018: «Il nostro ospedale continua silenziosamente a perdere pezzi, con l’unico primario rimasto che farà ora la spola tra Teramo e Giulianova. A questo punto è chiaro che l’obiettivo è quello di creare una struttura unica provinciale con 650 posti letto, in località Piano D’Accio, quindi lontana dalla costa e dall’uscita autostradale. Una scelta suicida per la sanità teramana che uscirebbe sconfitta, con le Marche pronte ad assorbire sempre più la mobilità passiva e con i privati che gongolano nell’attesa di mettere la mani su strutture strategiche come il nosocomio giuliese».
Il Comitato teme che il depotenziamento silenzioso dell’ospedale proseguirà fino al 2018, e che fino alle prossime elezioni nessuno prenderà decisioni importanti, per evitare contraccolpi elettorali. Intanto i responsabili dell’organismo annunciano l’apertura di un dialogo con le istituzioni scolastiche: «Noi continueremo a svolgere azioni mirate per sensibilizzare la popolazione sull’argomento», si legge nel comunicato, «ci siamo incontrati con alcuni rappresentanti degli istituti superiori dell'area vasta, e con loro abbiamo programmato interventi nelle assemblee d'Istituto per spiegare ai giovani studenti cosa realmente sta accadendo». La nota infine informa di una raccolta fondi per acquistare nuovi gazebi dei presidi fissi, oltre a tavoli e sedie per la raccolta delle firme che erano stati distrutti dal maltempo.
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